martedì 21 febbraio 2012

Di questo amore non vedremo fine.

 Di questo amore non vedremo fine.
Non ci saranno passeggiate mano nella mano al tramonto, né progetti per il futuro. Nessun anniversario da festeggiare, o liti, o incomprensioni. Non conoscerò i tuoi e viceversa. Nessun natale, né uscite a coppiette. 
Saremo privi del naturale corso di un amore. Non dovremmo mai dirci "ti amo", né "non ti amo più". 
Abbiamo solo il presente, carico di risate strappate alla disperazione. La nostra sola preoccupazione è sigillare tutti gli spazi tra le nostre labbra, riempire i vuoti tra le nostre braccia. Alleggerire i fardelli senza pensarci troppo, fare l'amore per colorare notti monocromatiche. Morbidamente spigolosi. 
Il futuro non esiste.
Esistiamo solo noi. Stretti e violenti come se dovessero strapparci di mano da un momento all'altro, proteggendoci dietro risate per non leggerci troppo dentro, alleggerendoci con le frivolezze, completando le frasi a vicenda. 
Ruberemo minuti preziosi all'inesorabile scorrere del tempo, sempre troppo brevi, che ci trovano voraci e mai sazi. Completi a metà. Dolcemente feroci.
Di questo amore non vedremo fine.
Resteranno solo cuori un pò meno spezzati e farfalle acide che corrodono stomaci già sfiniti, che lasceremo vivere per testimoniare che siamo esistiti, che noi siamo esistiti. E con esse torneremo a inseguire ognuno la propria vita, cercandoci dietro ogni piega di ricordo e profumi familiari. Dentro altri spazi tra le labbra, dentro altri abbracci, che torneranno a fondersi con altre bocche, altre braccia, lasciandoci addosso solo un nostalgico rimpianto.


 

domenica 25 dicembre 2011

Complimenti!

 Perché la gente ha questo continuo ed estenuante bisogno di complimenti? Se una persona sa quanto vale perché cerca insistentemente l'approvazione del prossimo? 



Mi dicono che sono acida e non ho mai una buona parola per nessuno, evidentemente se nessuno sa trovare parole buone per se stesse cosa possono pretendere? 
E il fatto che non smorzi questa mia dannata caratteristica neanche a natale li manda su di giri.


Ma perché? Io sono buonissima a natale, con me stessa! Infatti mi sono augurata fantastici Saturnali, che mi hanno portato grandiose novità! Non mi serve nient'altro! Né i vostri sorrisi finti, né i vostri migliori auguri di routine e d'habitude! 


 


giovedì 20 ottobre 2011

Sputi

 Pericolosamente vicino all'oblio, guardi giù come a sfidare una sorte ostile, porti addosso segni di lotte mai cessate e parole che pesano come macigni. Ferma al crocevia aspetti un segno. Il segno. Quello che ti tatuerà la strada fin dentro le ossa e segnerà per sempre quella che sei. E tu, ti stai ancora chiedendo chi sei e cosa fartene di tutta una vita passata a girare su stessa. Con gli occhi al cielo preghi per il coraggio che non hai di strapparti di dosso i brandelli di te rimasti dall'ultima battaglia, ma non ce la fai... Ti tieni stretta nella tua pelle, al tuo credo, a quello che hai imparato e che ti ha resa ciò che sei. Che delimita i tuoi confini e le tue certezze malamente ricostruite. Ma la tua corazza è più forte adesso, anche se è tutto un cantiere, pieno di cemento e calcestruzzo un pò d'ovunque. Anche se a volte ti sembra di costruire sul fango, le tue fondamenta sono forti. E spesso lo dimentichi. Tieniti stretta quel fuoco, bambina, perché senza sei perduta. Ti da luce e calore e la notte è troppo buia per avanzare a tentoni. La solitudine che ti porti addosso è solo freddo da scacciare via. Si può fare, è già successo e lo sai. Siamo esseri fragili, ma non per questo meno cattivi. Tieniti caro l'amore e ancor più caro l'odio, perché è sempre meglio del vuoto assoluto. Quel vuoto che non ti fa sentire nulla e fa sembrare tutto di un triste grigio sporco. Difenditi con tutto ciò che hai, bambina. Fino alla fine. Fin quando senti il sangue che pompa nelle vene, il cuore battere e la vita scorrere, non gettare mai la spugna. Lotta con tutto ciò che hai. Arrendersi porta a morire. E nonostante morirai molte volte nella tua vita, fa che non sia mai perché ti sei arresa. Le ferite guariscono, se non lo fanno ti rafforzano. Ogni ferita ti ricorderà quando e dove hai abbassato la guardia e il ricordo del dolore ti renderà più attenta. Ascolta, non sentire e basta, ma ascolta. Te stessa, il mondo, gli Dei. Sai già che perché, ma a volte ti distrai. E prega. Celebra la tua anima e non ancorare la tua essenza a futili questioni. (to be continued)

mercoledì 5 ottobre 2011

Acqua

E poi c’era l’acqua. Acqua e note lunghe.
Acqua pulita di pelle bianca e mani perfette, che si leggono tra le righe,in un religioso silenzio, tra pacata autorevolezza e ciniche affermazioni.
Acqua che spegne il fuoco e diventa fumo, in sguardi sfuggenti nascosti da andature incerte e inadeguate, come di un cuore troppo grande in un torace troppo piccolo.
Semplice, pura, emozionale e fresca acqua.
Scorre limpida tra le rocce, ed esse non ci fanno caso, non le danno importanza. È solo acqua del resto. Ma, lei ostinata, s’infiltra nella terra e irroda i campi, tra futili pregiudizi e rigide sovrastrutture, rinfresca e disseta, inonda e distrugge.
È ingannevole e irrisoria, la luna ci si specchia e vede solo se stessa, presa dalla sua malizia e vanità, non riesce a vederne i fondali. Ah, se solo guardasse meglio! Ma è solo acqua del resto… Solo acqua…
Acqua che capovolge le barche dei sentimenti e affoga i pescatori di stelle cadenti, in un mare di fragilità ben cammuffate. Trascina via certezze e speranze, lasciando dietro dolci dubbi che ti scuotono di notte e ti fan sentire viva. Ma è solo acqua…
L’acqua di un temporale estivo, che agita e risveglia il cuore e i sensi, dalla mite e immobile afa dell’apatia . Emozioni silenti sotto timide maschere. Passione viva, dietro freddo distacco.
Ma non è altro che acqua… Solo acqua…
Mi lascerò annegare…

domenica 21 agosto 2011

Dolorose Voglie

E poi ti prende quell’incessante e dolorosa voglia di scrivere, ma tutte le parole restano incastrate tra le dita che sanguinano inchiostro su carta troppo bianca e pulita in cui non riesci a riconoscerti. Ti perdi fra le righe dimenticando da che parte sorge il sole. Avevo una bussola, dov’è finita? Le parole pesano sul cuore che prepotentemente spingono per venir fuori, ma c’è troppo da dire, troppo da capire, assimilare, sublimare; e allora stai zitta, nel tuo religioso silenzio immobile e sacro, ascolti le tue emozioni prendere forma e sostanza. Ma le parole sono ancora lí. Le dita fremono e tremano di impazienza, qualche parola fugge via e si schianta sulla carta, qualche virgola, dei punti di sospensione, un aggettivo. Ma fanno male. Ogni parola è una ferita ogni frase un affondo. E scrivere non ha mai fatto più male di cosí. Il foglio adesso è sporco, non più bianco, riesco a riconoscermi, mi sono trovata. Ma non sono soddisfatta, c’è ancora tanto da dire, da scrivere, da vomitare fuori… Sono stremata, lentamente mi accascio, forse domani sarà piú semplice. Forse. Forse domani tornerà ad essere naturale come respirare…

giovedì 14 luglio 2011

Favole

Le favole sono rassicuranti. Quando ti affezioni al protagonista, sai per certo, che nonostante tutte le difficoltà, alla fine vivrà per sempre felice e contento insieme alla sua amata. Non può che essere così. Nella realtà i protagonisti fanno sempre delle brutte fini, o al massino finiscono per vivere patetiche vite precarie e squallide! Io non ho mai creduto nelle favole, ma mi emoziona sempre la capacità dell'essere umano di sognare i lieti fini. Così come mi deprime.
Forse, per una volta, dovremmo smettere di sognare e cominciare a costrure i nostri "e vissero felici e contenti", forse nonostante le difficoltà potremmo farcela.
Ma mi sono sempre chiesta: e dopo? Dopo i "e vissero felici e contenti" cosa c'è? L'unica risposta che mi viene in mente è: la noia.


Forse non sono così ansiosa di raggiungere la mia fine. Forse voglio continuare a destreggiarmi con il cattivo della mia favola. Sono belli i cattivi delle favole, ti danno uno scopo, un motivo. Per vivere, per sognare, per amare. E' solo grazie a loro. Senza i cattivi, le favole non esisterebbero. E ci sarebbe la noia di una vita piatta senza emozioni. Non ci sarebbe la lotta nel raggiungere il proprio obiettivo.
Sono i cattivi che ci fanno crescere. Trovo tutto ciò bellissimo e inquietante.


Ed è per questo che amo le favole che non finiscono. Quelle dove il cattivo non muore mai e può sempre tornare a crear scompiglio. Quelle dove non esiste nessun "e vissero felici e contenti" e dove il "C'era una volta..." è "C'era una volta e c'è ancora". Dove le principesse vengono salvate milioni di volte, e il bacio del vero amore diventa il preliminare di una lotta a due.


No, niente favole classiche per me, grazie! Lasciate un finale aperto, i cattivi sono proprio così simpatici...

martedì 24 maggio 2011

Contorni

Sono fissata con i contorni delle cose, quei piccoli limiti che li delimitano, mi perdo nei dettagli con doviziosa minuzia. Li ripercorro trattenendo il respiro. Portandomi dietro l'ansia degli errori e dei difetti.
Poi li faccio a pezzi. Li sbriciolo così, come un attimo prima, ne conservavo la perfezione. Li riduco a brandelli dentro e fuori. Detesto gli spigoli e ne arrotondo le forme. Portando con me morbidi rilievi.
Non vedo più l'insieme, ma solo dettagli, una massa informe di contorni distrutti, e dimentico da cosa sono partita.
E' la mia vita.
Nell'insieme un inutile massa di contorni accartacciati, dove non si riesce più a capire cosa delimitavano. Senza più limiti. Senza più spigoli.
E ora che ho perso la sua forma originaria, dalla massa di caotica di argilla morbida e rotonda posso delimitare nuovi contorni, angolazioni, forme. Portandomi dietro l'ansia degli errori e dei difetti.
E, mentre tu cercherai di dare un senso a tutto ciò, io avrò già reimpastato tutto, consapevolmente felice di aver ricordato come si fa a lasciar andare.