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sabato 17 marzo 2012

Amore a distanza

 Non ho mai creduto negli amori a distanza. Non li ho mai voluti. Ho sempre pensato di non potercela fare, che lontano dagli occhi, lontano dal cuore; che non sarei stata in grado di poter mantenere viva la fiamma. Ho sempre pensato di essere debole. Sicura del mio amore ho sempre creduto che distraendomi sarebbe andato a scemare, affievolendosi come una fiamma che non più alimentata muore su se stessa. 
Ho creduto male. 
Non importa cosa succede, quanto si è lontani e da quanto tempo, l'amore non muore. Resta lì, fisso e impenitente. Puoi sotterrarlo sotto mille mila pensieri, lavori, cose da fare, distrazioni e quant'altro; ed è tutto inutile. Puoi piangere tutte le tue lacrime, elaborare il lutto, lasciare andare e arrivare al punto che speri solo che sia felice, anche se non con te, anche con un'altra. Te lo fai stare bene. A forza. E dopo un pò credi di non amarlo più dato che il pensiero di un'altra ti fa morire solo un poco. Ho creduto.
Ho creduto male.
E dopo tempo e chilometri, dopo un sacco di altre cose, quando la tua vita è andata avanti e anche la sua, quando i ricordi cominciano a sembrare sbiaditi e lontani, e le ferite non sanguinano quasi più, quando credi di esserne fuori... ti accorgi che non è per zero amore che stai bene, ma è per troppo amore... Lo spazio e il tempo sono solo dettagli, lui è sempre stato lì e forse ci resterà per sempre, qualunque sia la sua strada e la tua, dopo che i "noi" sono stati definitivamente cancellati, dopo che si cambia taglio di capelli, o dopo che s'impara ad andare sui tacchi o truccarsi... Non è cambiato nulla. Una stella fissa inamovibile che niente e nessuno può spodestare. 
E' stato allora che ho cambiato idea.
Gli amori a distanza esistono e resistono. Anche tutta la vita. Quando è amore non muore. 
E non puoi fare nulla per cambiare ciò.
Non puoi fare altro che continuare ad amare.

martedì 21 febbraio 2012

Di questo amore non vedremo fine.

 Di questo amore non vedremo fine.
Non ci saranno passeggiate mano nella mano al tramonto, né progetti per il futuro. Nessun anniversario da festeggiare, o liti, o incomprensioni. Non conoscerò i tuoi e viceversa. Nessun natale, né uscite a coppiette. 
Saremo privi del naturale corso di un amore. Non dovremmo mai dirci "ti amo", né "non ti amo più". 
Abbiamo solo il presente, carico di risate strappate alla disperazione. La nostra sola preoccupazione è sigillare tutti gli spazi tra le nostre labbra, riempire i vuoti tra le nostre braccia. Alleggerire i fardelli senza pensarci troppo, fare l'amore per colorare notti monocromatiche. Morbidamente spigolosi. 
Il futuro non esiste.
Esistiamo solo noi. Stretti e violenti come se dovessero strapparci di mano da un momento all'altro, proteggendoci dietro risate per non leggerci troppo dentro, alleggerendoci con le frivolezze, completando le frasi a vicenda. 
Ruberemo minuti preziosi all'inesorabile scorrere del tempo, sempre troppo brevi, che ci trovano voraci e mai sazi. Completi a metà. Dolcemente feroci.
Di questo amore non vedremo fine.
Resteranno solo cuori un pò meno spezzati e farfalle acide che corrodono stomaci già sfiniti, che lasceremo vivere per testimoniare che siamo esistiti, che noi siamo esistiti. E con esse torneremo a inseguire ognuno la propria vita, cercandoci dietro ogni piega di ricordo e profumi familiari. Dentro altri spazi tra le labbra, dentro altri abbracci, che torneranno a fondersi con altre bocche, altre braccia, lasciandoci addosso solo un nostalgico rimpianto.


 

domenica 21 agosto 2011

Dolorose Voglie

E poi ti prende quell’incessante e dolorosa voglia di scrivere, ma tutte le parole restano incastrate tra le dita che sanguinano inchiostro su carta troppo bianca e pulita in cui non riesci a riconoscerti. Ti perdi fra le righe dimenticando da che parte sorge il sole. Avevo una bussola, dov’è finita? Le parole pesano sul cuore che prepotentemente spingono per venir fuori, ma c’è troppo da dire, troppo da capire, assimilare, sublimare; e allora stai zitta, nel tuo religioso silenzio immobile e sacro, ascolti le tue emozioni prendere forma e sostanza. Ma le parole sono ancora lí. Le dita fremono e tremano di impazienza, qualche parola fugge via e si schianta sulla carta, qualche virgola, dei punti di sospensione, un aggettivo. Ma fanno male. Ogni parola è una ferita ogni frase un affondo. E scrivere non ha mai fatto più male di cosí. Il foglio adesso è sporco, non più bianco, riesco a riconoscermi, mi sono trovata. Ma non sono soddisfatta, c’è ancora tanto da dire, da scrivere, da vomitare fuori… Sono stremata, lentamente mi accascio, forse domani sarà piú semplice. Forse. Forse domani tornerà ad essere naturale come respirare…

mercoledì 13 aprile 2011

No words

Avrei tante di quelle cose da dire... ma le parole sono inutili, poche e non darebbero l'idea.
Lascio parlare tutto il resto.
Al momento lascio parlare tutto quello che non sono parole...

Al momento...

mercoledì 30 marzo 2011

Leggendovi

sei uno di quegli incontri che "nutrono" l'anima


La primavera è tornata, e insieme ad essa sono tornate tante cose... La vita che si risveglia è qualcosa di impagabile. Mi sento piena di energia, irrequieta, e stranamente serena. Ho ricominciato ad aver voglia di tutto. Proprio tutto. E la notte non riesco a chiudere occhio per la forte irrequietezza.
Ho ricominciato a leggere le persone. Era da un pò che non vi facevo più caso, che non me ne importava. Ho tenuto tutto e tutti fuori da me.
Ci sono persone che ti leggono dentro, e persone che sono chiare come i fondali bassi di un lago pulito. Si riesce a vedere oltre, e a volte a interagirvi. Ci sono persone che valgono la pena essere conosciute. E il leggervi dentro è piacere ed esaltazione allo stesso tempo. Non c'è solo marcio intorno a me.
E non sono io che vi nutro l'anima, siete voi che mi ridate la vita...
 

sabato 26 febbraio 2011

Coriandoli

E questa notte è arrivata la rivelazione...
In piena notte, ad un orario assurdo, mentre stavo cercando a tutti costi le braccia di Morfeo; è arrivata.
Uno se ne sta lì, a pensare agli affari suoi, a cercare disperatemente di addormentarsi quando ad un tratto, come un colpo di pistola, arriva, e ti spiazza...


Ho cominciato a ridere. A crepapelle, oh mamma quanto ho riso. Quasi quanto ho pianto. Non riuscivo a fermarmi, a smettere, alle 3 di notte tutti dormono e io nel letto al buio ridevo. Non ci si crede. Come una pazza.
In effetti, ho pensato, da devota alle Nere cosa mi potevo aspettare? E ridevo. Un gran finale con tanto di giochi d'artificio, terremoti, caos e distruzioni. E ridevo. Non potevo che aspettarmi proprio il massacro totale dell'intero esercito. E ridevo. Orgie di demoni. E ridevo. La tabula rasa. E ridevo.


E adesso sono qui, ho smesso di ridere, ma ho capito. Un pezzo di terra da bonificare, con una sorgente d'acqua nello stomaco. Scomposta in mille coriandoli. Volteggio leggera lasciandomi trasportare. Dagli eventi, dalle passioni. Nell'utero. Tutta da rifare daccapo. Tutto da riscrivere.
Perchè è solo dopo che si è morti, che si può rinascere...
 

lunedì 17 gennaio 2011

Lago

Non avrebbe mai pensato di poterci restare così male per un numero su un elenco telefonico. Stava ingannando il tempo, mentre aspettava il via per chiudere un maledetto programma e iniziare a fare la chiusura. Di controvoglia e con un terribile mal di testa sbirciava assorta sul nuovo elenco telefonico appena arrivato. Ed eccolo lì... Come un camion che la investisse in pieno, il passato l'ha fatta tremare. Per un attimo tutto il dolore è tornato a galla, più vivo che mai. Un attimo. Un attimo che durò quasi quanto una vita. E in quell'attimo che riaffiorarono antiche domande: perchè? cosa è successo? com'è possibile che sia potuta finire così?... 
E si chiese come fosse possibile che in un secondo di vita si potesse rivivere due anni con emozioni, piaceri e dolori annessi. Che forse non ne fosse ancora fuori? Possibile, si disse. Possibile.
O forse... Forse è la solitudine. O la disillusione. O più semplicemente, ferite ancora aperte.
Forse.
Arrivò il via. Chiuse il programma, si allontanò dalla sua postazione. Fuori faceva freddo, ma niente al confronto di quello che sentiva lei...
Si avviò verso casa sotto una luna col lago.
 

domenica 12 dicembre 2010

Saggezza popolare

Se i gatti si strusciano, si sta per alzare il vento forte.
Metti le salsiccie ad essiccarsi solo con la tramontana.
Lo scirocco è dannoso per le coltivazioni.
Se i gabbiani volano in città i pescatori non lavorano.
Nel giorno di S.Michele si vede che tempo farà per tutto l'inverno.
Nun ci su case senza spine, nè eredità senza corna.
 


Questo e altro... Stare dalla nonna non è male per niente...
 

sabato 30 ottobre 2010

Reset

Crollano i miei castelli al suono di mezzanotti solitarie. Trovo la mia pace. Quel nero che credevo di conoscere così bene, mi appare ormai familiare e amico. La falce fa il suo lavoro e io non piango più. Sorrido.
Ho trovato la mia pace nelle mie fini. Va bene così... Sorrido e lascio andare. A ogni respiro altro dolore mi abbandona, portandosi con s'è ricordi splendidi. Altre notti felici al di là del tramonto. Va bene così. Sto bene così.
Non cerco ragioni, non servono. Non cerco spiegazioni. Nessuno perdona, ma lo farò io. Non servono parole, non servono spiegazioni. Va bene così. Sto bene così.
E nel ventre benedetto aspetto e sorrido. Fiori impertinenti nascono nell'asfalto più sporco. E sorrido.
Schiaccio reset, azzero, e torno alla vita.
Il resto se ne può andare a fanculo.
 

martedì 24 agosto 2010

Morta

Odio i blog chiusi. Mi fanno sentire in trappola. Chiusa, senza via di uscita... Ho l'impressione che le mie parole non sia libere di fluire... E gli sfoghi restino bloccati in gola senza poterli rigurgitare...
E' solo una mia impressione lo so. Probabilmente dovuta al mio egocentrismo. E' possibile.
Ma ho dovuto farlo... Non voglio e non posso essere accusata per sfoghi del momento. Non voglio che nessuno cerchi fra le righe qualcosa che è totalmente sputtanato sulle righe. Me stessa.
Non voglio che nessuno travisi le mie parole. Nessuno che non m'importi almeno.
Perchè la verità è proprio questa. Al momento, c'è così vuoto dentro me, che aprire bocca mi causa solo guai.
E no, non è dolore. Non ancora almeno. Non riesco a tirarlo fuori, abbracciarlo, lasciarlo andare. Non riesco a piangere, anche se so che sono lì, e possono scappare fuori da un momento all'altro.
Non riesco a soffrire.
Ho messo in modalità off il cuore.
E non riesco a cambiare questo stato.
Nessun dolore, nessuna emozione. Nulla di nulla.
Se qualcuno mi chiede cosa provo, io rispondo nulla. Non sento nulla.
Sento solo un grosso mattone fermo sul petto che non mi fa respirare.
E basta.


Miserabile.
Credo che la morte, in fondo, sia proprio questo. La fine è così.
Un tasto off che non ti permette più di emozionarti.
Io sono morta.


Quando il dolore è più grande
poi non senti più


ed è proprio vero...



 

mercoledì 18 agosto 2010

Niente




Si resta soli - Vinylika


Perchè lei non ha più nulla da perdere. Non c'è niente che valga più la pena. Niente che l'aspetti dietro l'alba...
Nessuno con cui fare programmi, niente più da perdere. Nessuno che l'aspetti la sera, nessuno che cucini più per lei. Non c'è nessuna gattina da coccolare, e nessun uomo che la scaldi la notte. Niente futuro da programmare. Niente tendine arancioni da appendere. Nessun lavoro figo e un attico tutto suo. Niente che riempi il vuoto. Nessuno.
Non c'è rimasto nulla per lei.
E' scivolato tutto via come acqua giù per lo scarico...
E' tutto vuoto.
Tutto finito.
Non c'è più nulla che la stimoli.


Anche le farfalle sono andate via...


C'è rimasto solo vuoto. Vuoto e buio.
 

giovedì 22 luglio 2010

Terra

Il mio mare, la mia sabbia, l'odore di salsedine che mi inebria di primo mattino, il crepitio della legna sul fuoco. Strade conosciute, asfalto familiare, i gattini randagi, le urla del pescivendolo. Voci amiche, chiaccere familiari con persone interessanti, la mia lingua madre. Tramonti sempre diversi, Pantelleria in lontananza nei pomeriggi di autunno, quelle costellazioni che riesci a vedere solo da qui. L'umidità, l'afa, il freddo pungente. Cappotti pesanti, e vestiti leggeri fin troppo caldi. Mani, mani che si stringono, che parlano, che suonano, che pregano, che fumano, che comunicano. Mani che bevono. Mani che tormentano i capelli. Che scrivono. Che si annoiano, che battono su una tastiera. Odori, sapori, colori della mia terra. Qualcosa che lontano da qui non c'è. Qualcosa che non vorrei lasciare mai.
E che forse dovrò fare...
 

lunedì 31 maggio 2010

Ho capito che...

Ho capito che l'amore è come una piantina di fiori delicati, ha bisogno di cure, continuamente e da entrambi gli innamorati. Se anche uno dei due si distrae un attimo rischia di farla morire, e una persona da sola non riesce a curarla.
Ho capito che le relazioni a distanza non è vero che non sono possibili, smettono di esistere solo se qualcuno tiene altre relazioni nascoste nell'armadio. E la sincerità è troppo importante, tanto e quanto la fiducia. Che non è vero che lontano dagli occhi, lontano dal cuore; se nel il tuo sentimento è tatuato a fuoco su di esso, che riempe tutto quello che sei, che fai, che dici, che vivi.
Ho capito che due persone che si amano non possono lavorare insieme, l'ho capito anni fa, ripromettendomi di non ricascarci. Ma l'ho fatto. A volte può capitare che ci si dimentica che ci si ama, ma si crea un rapporto di predominanze e subordinazioni. Si smette di essere una coppia e si diventa colleghi. E questo non lo posso tollerare.
Ho capito che gli uomini non sono poi così diversi da noi donne, solo che mentre noi soffriamo e ci lasciamo sopraffare dai dubbi e dai tormenti, loro fanno presto a trovare una via di fuga. In compenso soffrono, e questo basta per perdonarli.
Ho capito che se non c'è comunicazione, non c'è relazione. Troppe volte è così difficile comprendersi parlando, figuriamoci quando non si parla affatto.
Ma ho capito che ne vale sempre la pena, anche quando non sembra. Anche quando tutti i presupposti suggeriscono di lasciar perdere. Anche quando le tribulazioni e le perplessità sono insormontabili. Anche quando le ferite sanguinano ancora. Ne vale sempre la pena, ogni minuto, ogni attimo. Perchè se non c'è qualcuno che amiamo e ci ama, non siamo niente.
Niente di cui valga la pena.
 

giovedì 13 maggio 2010

no words

Ogni giorno muore una farfalla.
La mia pancia si sta svuotando.


L'allevatore di farfalle se n'è andato

domenica 2 maggio 2010

Inutile post




Io scrivo con la musica.
E' una cosa che non sanno fare in molti, almeno credo. E anche se sto lì con la testa vuota, leggera, cosparsa di superficialità e menefreghismo, appena parte qualche canzone che mi tocca particolarmente, ecco che comincio a buttar giù parole a casaccio. Sia che io stia qui davanti, o alla fermata del bus, o mentre cammino per strada... E se non ho penna e carta, lo faccio mentalmente... A volte vengono fuori davvero cose spettacolari. Peccato che le cose migliori di solito tornano nel dimenticatoio appena la canzone finisce e io ritorno nel mio abituale stordimento da noia e insoddisfazione. E' così che sono fatta. E odio essere interrotta.
Ma alla fine sono solo parole... Una serie di stupide e ininterrotte parole nella mia testa che scivolano fuori dalla penna. A volte sono solo sfoghi del momento, altre non le penso neanche, altre ancora son vive e sanguinanti solo nell'attimo in cui le scrivo e subito dopo perdono di significato e di veridicità. A volte sono dolorose, in altre velenose, o addirittura confortanti. E scivolano fuori danzando, schiantandosi contro il foglio.
E anche questa volta non avevo nulla da dire... Ma la suddetta canzone invece si...
 

sabato 24 aprile 2010

E' che...

E' che non sono così interessante


Ho una vita noiosa. E questo mi annoia.


Le farfalle si son nascoste dal volo dei coltelli


Stanca

sabato 17 aprile 2010

Che tu possa

Che tu possa sempre trovare:
nuovi sentieri da percorrere,
nuove avventure da osare,
nuovi capitoli da aprire,
la sfida di nuovi cambiamenti.


Helen Thompson


Tanti auguri a me...

lunedì 12 aprile 2010

Falene

Non c'è verso... Nonostante io voglia mettere radici, sono sempre in viaggio. Tutti i giorni per lavoro. Non che mi dispiaccia un granchè, non so quanto a lungo riuscirei a reggere un lavoro monotono e noioso e il vento in faccia mi è sempre piaciuto... Vedere posti nuovi, conoscere gente diversa e ripertermi in continuazione quanto sia disturbato il genere umano... Il mio diventare grande sembra avvicinarsi a velocità troppo elevata, con l'aumentare delle eventuali responsabilità. Non mi dispiace neanche questo se non ci penso troppo. Solo che ogni tanto, nel mio non pensare,nel mio fare le cose perchè devo, dimentico di ascoltare il mondo, di cogliere gli eventuali segnali. Che poi arrivano, prepotentemente, mentre guido per tornare a casa, in una giornata di pioggia scrosciante, spuntandomi dal nulla come a dire: "Non puoi scappare, non puoi non sentire, io sono qui!"
Una collega che recita una nenia a me fin troppo conosciuta, per augurarsi il buono auspicio, e io che sorrido, sapendo che lo è. Sapendo che c'è ed è qui per riportarmi all'attenti, per farmi vedere chiaramente che le cose stanno andando bene. E me ne compiaccio. Poi mi volto, e torno alla realtà, dopo aver ringraziato...
 

giovedì 8 aprile 2010

Corro

Prima ero ferma. Ora non riesco a fermarmi.
E si, sto bene... Stanca, stressata, dolorante e superimpegnata con più responsabilità di quanto potessi immaginarmene, ma sto bene.
Va tutto bene.


Ora aspetto solo che i sogni diventino realtà... Piano piano, anche se per adesso vado come un treno!