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mercoledì 14 marzo 2012

mai

 E non importa cosa succede, dove mi trovo, con chi sono, o cosa faccio. 
Continui ad essere la stella fissa al centro dei miei pensieri.
Non riesco a dimenticarti. Mai.

mercoledì 22 settembre 2010

Lettera a te

Ti auguro buon viaggio, e tutte le cose belle a cui ambisci. Quel successo che tanto brami, e quella donna che tanto sogni.
Ti auguro tutto questo e molto di più. Molto di più.
Ti auguro di trovare quel te stesso che credi di avere sotto mano, di accorgerti di quanto siano belli i tramonti, ma ancora di più le albe. E che la vita non è fatta solo di denaro, nè di divertimento. Che la gente è più bella quando non è troppo superficiale. Ti auguro questo e molto di più. Si, molto di più.
Ti auguro sogni che son fatti di vetro, da proteggere e custodire per evitare che si rompano in mille pezzi. Ti auguro donne che non ti meriteranno, e ti auguro di capirlo, così d'accorgertene che c'è molto di più oltre lo specchio. Ti auguro qualche cicatrice, piccola piccola, che tu possa farne tesoro e vanto, così da vecchio tu possa essere saggio. Ti auguro tutto questo e molto di più. Ancora di più.
Ti auguro di aver voglia di sentire l'odore del mare, talmente tanto da ritrovarlo in mezzo allo smog cittadino. Ti auguro la bramosia di profumi a te familiari, e crisi d'astinenza della tua gente. E ti auguro quella solitudine che ti farà scoprire quanto è importante tutto ciò, la commozione di tornare nella tua terra e la felicità di ritrovare i tuoi cari.
Ti auguro ogni battito, ogni freno, ogni soffio di vento che ti porterà in alto, ma non nella piramide sociale. La vera ricchezza sta nel cuore e nell'animo, e ti auguro che tu un giorno possa capirlo.
Quando e se succederà, io sarò qui, con la mia vita fra le dita, in un esistenza semplice ma piena di margherite, dove le uniche cose importanti sono le fusa di un gatto, il caffè la mattina e una casa piena di sole. Ti auguro che non sia troppo tardi.
Ti auguro tutto questo e molto di più. Troppo di più.
E spero tanto tu possa ottenerle.
Davvero.
 

mercoledì 8 settembre 2010

Sotto la neve

Ma tu che vai, ma tu rimani
anche la neve, morirà domani...


Le nuvole non mi spaventano più. Quando il cielo diventa cupo e le nubi cariche di pioggia promettono burrasche, io sarò fiduciosa. Ogni inverno viene seguito da nuove primavere...
E l'abbandono pesa di meno. Il dolore si fa meno acuto, non si è mai soli nel leccarsi le ferite. I nodi improvvisamente sembrano meno difficili da sciogliere...
Sarà la mia nube rossa a parlare o il cuore insanguinato, non so, ma ci sono ancora semi nascosti sotto la terra. E la neve non inaridirà quel grembo fertile... C'è ancora posto per quel dolce cancro che riempie le mie albe...
Speranze passate e future portano luce in notti solitarie, la voglia di quell'abbraccio non si è ancora assopita ma porta disincanto e paura. La solitudine mi è ostile. Il sonno greve porterà in grembo nuove aurore. E un nuovo inverno ci sorprenderà dopo la calda estate. E resterò così, fredda e immobile sotto la neve, in attesa di nuovi boccioli e nuovi inizi. Speranzosa e impaurita come una fanciulla alla sua prima notte di nozze. Calda e pura tornerò alla luce, quando giorno si farà. Di ogni carezza farò tesoro, di ogni mano tesa per rialzarmi, di ogni parola nè farò sostegno; e altro dolore al dolore porterò sui miei palmi ma tutto ciò non inaridirà i campi... E ti ricorderò come una dolce estate, come una dolce coperta sul cuore, tu che sei venuto a riscaldare le mie notti buie e tristi, tu che sei venuto a dare gioia dove sembrava non potessero fiorire neanche le ginestre. Un cuore batte e ora lo so, sento la terra ed è solo questo che conta... Non c'è aridità, non c'è sterilità e solo questo conta...


E' stato meglio lasciarci
che non esserci mai incontrati...
 


 





domenica 18 luglio 2010

Man of the honor



 


Ci sono persone che restano, anche quando se ne vanno. Uomini del momento. Un momento fisso che può durare un'eternità. E anche quando vanno via, quando non ci pensi, anche quando non ha più importanza; quello che hanno lasciato risuona nell'aria per sempre. Come un eco, a ricordarci di loro, a ricordarci che possiamo essere migliori. Sempre. A ricordarci che passo dopo passo possiamo avvicinarci a quella grandezza a cui l'uomo, dall'alba dei tempi, aspira. E che solo pochi riescono ad ottenere. E a volte neanche lo sanno.


Ciao Nonno, stammi bene fra le nuvole,
e dai un occhiata a Giuseppe,
è nuovo lassù.


 

giovedì 27 maggio 2010

Crisalidi

Portavi milioni di farfalle con te. E sono tutte qui nella mia pancia.
Ma senza il loro allevatore non vivono.
Ne sono morte parecchie lungo la strada, spero che queste crisalidi adesso non siano vuote.
Ne ho bisogno.
Ne abbiamo bisogno...
 

martedì 4 maggio 2010

Emozione

E' impossibile da descrivere l'emozione di un contatto...
L'odore, il sapore, le storie che racconta un corpo, anche senza necessariamente toccarlo.
E' assolutamente impossibile descrivere il misto di felicità, paura ed eccitazione che provoca un contatto...
E quando i fili del destino si intrecciano in maniera quasi palpabile ti rendi conto che da qualche parte, lassù, esiste un Dio. E che prende per un attimo l'aspetto e la forma della tua felicità.
E sia che duri una vita o un attimo, vale ogni istante...
 

mercoledì 28 aprile 2010

Ricordi?

Nasconderò con miele colante il vuoto che avanza...


Ricordi? Ricordi quando ci siamo conosciuti? Io in lacrime ti odiai, perchè nella disperazione tu eri un estraneo, e presentandomi cercai di essere buffa, perchè in realtà mi sentivo violata nella mia vulnerabilità del momento. Mi rubarono la macchina, e tu ti comportasti d'eroe. Non ti ho amato subito, ma a fine serata ero già pazza di te. Credo che sia stato proprio quel giorno in cui ho capito che eri TU! Ed è una sensazione che non mi ha mai abbandonato, neanche adesso!
Ricordi? Ricordi la prima volta che mi dicesti "ti amo"? Io ero ancora ferita e impaurita, per me era troppo presto e non ti ho creduto. La seconda volta ti guardai stralunata e ti dissi che non era vero! La terza cominciai a dubitare. Pian piano imparasti a non dirmelo troppo spesso, perchè ogni volta io stavo zitta. Solo dopo la quarta cominciai a crederti... E ogni volta che lo facevi, il mio ferirti non dicendoti che per me era lo stesso mi faceva morire. Ma non ero pronta, o forse si, ma portavo ancora ferite aperte...
Ricordi? Ricordi la prima volta che ti dissi che ti amavo? Ti sei dovuto fermare per l'emozione, mi guardasti come se tutti i tuoi sogni si fossero realizzati, come se fossi felice al tal punto da non dover soffrire mai più. Ti si sono velati gli occhi e mi hai abbracciata come mai avevi fatto prima d'ora e mi hai sussurrato con un innocenza e un appagamento simile a un orgasmo che per te era lo stesso. Dopo fra noi cambiò tutto... Trovammo un intesa e un intimità che mai e poi mai avrei potuto neanche immaginare. Ci leggevamo nel pensiero, e ci scoprivamo ogni giorno un pò di più. Senza pudori o vergogne... Io misi a nudo la mia anima e tu, la tua. Io superai subito le mie timidezze, tu ancora ora hai difficoltà. Anche adesso temi di mostrarti fragile, vulnerabile...
Ricordi? Ricordi quando mi rifiutasti? Mi dicesti che non era così che mi volevi. E il mio orgoglio di donna si leccò le ferite per molto tempo, poi capiì, e ti ho stimato. Credo che quella sera hai dovuto fare i conti con la me vera e quella inventata... Hai preso a calci la seconda lasciandomi vulnerabile ai tuoi occhi per l'ennesima volta... E tutta la timidezza repressa da anni è venuta fuori, prepotente e violenta. Ti ho amato anche per questo. Mi hai rispettata dal primo attimo e io non l'ho mai dimenticato...
Ricordi? Ricordi che la mattina ti svegliavi con le braccia indolenzite perchè di notte non mi mollavi un attimo? Forse avevi paura che scivolassi via dal tuo abbraccio per perdermi lontano da te, e allora mi stringevi. Io mi sentivo al sicuro, protetta e l'odore della tua pelle mi dava sicurezza.
Ricordi? Per me non è cambiato nulla... E' tutto come allora. E ogni volta, è sempre come se fosse la prima. Meno timida, più sicura, più felice... Ricordi?


Non piangere,
urla piuttosto e
lasciamo di noi un ricordo toccante
 

sabato 24 aprile 2010

muore

E' inutile continuare a cercare la sua mano, è troppo preso da quello che non ha per accorgersi che io sono qui, e ho bisogno di lui...Mi sento stupida e vuota. Tutto quello che ho fatto fino a ora è stato totalmente inutile e irrisorio. Ed è più facile accusare che chiedere scusa. Le farfalle cadono al volo degli coltelli. C'è solo sangue e lacrime. Ricordi e mancanze. Vuoti. Terribili vuoti che non si riescono a riempire. Io sono troppo stanca per lottare. E non c'è nessuno che vuole lottare per me. Per noi. Per questa storia che ormai sembra solo una lotta per la supremazia. E improvvisamente torna in mente tutto il bello che c'è stato. Come un rewind continuo. Rewind-play. Prewind-play. Mancanza e vuoto. Ricordi. Voglie di piedi che s'intrecciano sotto le lenzuola, sudori, odori, braccia, mani e lamentele per il mio stargli appiccicato e relegarlo in un angolo del letto...
E comunque vada a finire, stavolta non sarà per merito/colpa mia...

sabato 6 marzo 2010

Trischele

Oggi mi sento creativa



La foto non è un granchè perchè l'ho fatta col cellulare. E probabilmente la maggior parte di voi non capirà neanche che cos'è! Ma non ha importanza.
Io sono soddisfatta del risultato!


Ps: E' un ciondolo!
 

venerdì 29 gennaio 2010

No, che non ti mollo

E io mi tengo forte, quando la tempesta sembra più dura...
E non mi arrendo, perchè io ci credo, e voglio crederci fino in fondo, comunque vada...



Sarò antipatica, ostinata, prepotente e possessiva; ma non mollerò la tua mano!
Non lo farò...


Tu sei mio marito dinnanzi gli Dei, ricordi?

venerdì 15 gennaio 2010

Certa gente...

Certa gente è veramente cieca. Certa gente. Parla, scrive, sogna, vive, e non ha la più pallida idea di quanto sia mediocre, e del fatto che ama circondarsi da gente mediocre. Pensa che quello che fa è giusto, convinta di avere ragione, ti attacca, si difende, aggredisce perchè è convinta di non essere in errore. Mai. Eppure, sbaglia. E nell'errore non ha neanche l'umiltà di chiedersi se sta sbagliando, e se lo fa non torna indietro. Avanza come un caterpillar sostenendo opinioni di cartapesta che crolleranno alla prima obbiezione. Ma certa gente non lo sa. Continua a dire che sta bene, che è giusto così, che si deve per forza fare così, ma non hanno capito niente. Non vedono l'infelicità della loro esistenza, delle bugie di cui è fatto il loro mondo, costruito da certa gente. Non si accorgono del male che si autoproducono, scambiandolo per bene. Non ascoltano, non si ascoltano. E non vedono al di là del proprio naso. Ciechi e sordi. Ma con una lingua lunga così.
E quando ti imbatti in gente così vorresti aiutarli, se riesci a vedere al di là della scorza. Fai di tutto per fargli aprire gli occhi, per fargli vedere che Dio non è un equazione scientifica, ma che c'è per davvero se alzi una pietra, se apri il cuore. Vorresti che ascoltassero davvero, e che osservassero davvero, anzichè rimanere saldi nei loro preconcetti preconfezionati da industrie di balocchi o dalle loro insane menti. A volte la verità fa male, è dolorosa. Come ascoltare il prioprio cuore, quello non ti mente mai. E io soffro nel vedere certa gente che pian piano si spegne nella mediocrità. E muore...


E lo sento, che la loro è solo paura...


Paura e Mediocrità
 

mercoledì 13 gennaio 2010