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mercoledì 5 ottobre 2011

Acqua

E poi c’era l’acqua. Acqua e note lunghe.
Acqua pulita di pelle bianca e mani perfette, che si leggono tra le righe,in un religioso silenzio, tra pacata autorevolezza e ciniche affermazioni.
Acqua che spegne il fuoco e diventa fumo, in sguardi sfuggenti nascosti da andature incerte e inadeguate, come di un cuore troppo grande in un torace troppo piccolo.
Semplice, pura, emozionale e fresca acqua.
Scorre limpida tra le rocce, ed esse non ci fanno caso, non le danno importanza. È solo acqua del resto. Ma, lei ostinata, s’infiltra nella terra e irroda i campi, tra futili pregiudizi e rigide sovrastrutture, rinfresca e disseta, inonda e distrugge.
È ingannevole e irrisoria, la luna ci si specchia e vede solo se stessa, presa dalla sua malizia e vanità, non riesce a vederne i fondali. Ah, se solo guardasse meglio! Ma è solo acqua del resto… Solo acqua…
Acqua che capovolge le barche dei sentimenti e affoga i pescatori di stelle cadenti, in un mare di fragilità ben cammuffate. Trascina via certezze e speranze, lasciando dietro dolci dubbi che ti scuotono di notte e ti fan sentire viva. Ma è solo acqua…
L’acqua di un temporale estivo, che agita e risveglia il cuore e i sensi, dalla mite e immobile afa dell’apatia . Emozioni silenti sotto timide maschere. Passione viva, dietro freddo distacco.
Ma non è altro che acqua… Solo acqua…
Mi lascerò annegare…

giovedì 14 luglio 2011

Favole

Le favole sono rassicuranti. Quando ti affezioni al protagonista, sai per certo, che nonostante tutte le difficoltà, alla fine vivrà per sempre felice e contento insieme alla sua amata. Non può che essere così. Nella realtà i protagonisti fanno sempre delle brutte fini, o al massino finiscono per vivere patetiche vite precarie e squallide! Io non ho mai creduto nelle favole, ma mi emoziona sempre la capacità dell'essere umano di sognare i lieti fini. Così come mi deprime.
Forse, per una volta, dovremmo smettere di sognare e cominciare a costrure i nostri "e vissero felici e contenti", forse nonostante le difficoltà potremmo farcela.
Ma mi sono sempre chiesta: e dopo? Dopo i "e vissero felici e contenti" cosa c'è? L'unica risposta che mi viene in mente è: la noia.


Forse non sono così ansiosa di raggiungere la mia fine. Forse voglio continuare a destreggiarmi con il cattivo della mia favola. Sono belli i cattivi delle favole, ti danno uno scopo, un motivo. Per vivere, per sognare, per amare. E' solo grazie a loro. Senza i cattivi, le favole non esisterebbero. E ci sarebbe la noia di una vita piatta senza emozioni. Non ci sarebbe la lotta nel raggiungere il proprio obiettivo.
Sono i cattivi che ci fanno crescere. Trovo tutto ciò bellissimo e inquietante.


Ed è per questo che amo le favole che non finiscono. Quelle dove il cattivo non muore mai e può sempre tornare a crear scompiglio. Quelle dove non esiste nessun "e vissero felici e contenti" e dove il "C'era una volta..." è "C'era una volta e c'è ancora". Dove le principesse vengono salvate milioni di volte, e il bacio del vero amore diventa il preliminare di una lotta a due.


No, niente favole classiche per me, grazie! Lasciate un finale aperto, i cattivi sono proprio così simpatici...

martedì 24 maggio 2011

Contorni

Sono fissata con i contorni delle cose, quei piccoli limiti che li delimitano, mi perdo nei dettagli con doviziosa minuzia. Li ripercorro trattenendo il respiro. Portandomi dietro l'ansia degli errori e dei difetti.
Poi li faccio a pezzi. Li sbriciolo così, come un attimo prima, ne conservavo la perfezione. Li riduco a brandelli dentro e fuori. Detesto gli spigoli e ne arrotondo le forme. Portando con me morbidi rilievi.
Non vedo più l'insieme, ma solo dettagli, una massa informe di contorni distrutti, e dimentico da cosa sono partita.
E' la mia vita.
Nell'insieme un inutile massa di contorni accartacciati, dove non si riesce più a capire cosa delimitavano. Senza più limiti. Senza più spigoli.
E ora che ho perso la sua forma originaria, dalla massa di caotica di argilla morbida e rotonda posso delimitare nuovi contorni, angolazioni, forme. Portandomi dietro l'ansia degli errori e dei difetti.
E, mentre tu cercherai di dare un senso a tutto ciò, io avrò già reimpastato tutto, consapevolmente felice di aver ricordato come si fa a lasciar andare.

 

domenica 17 aprile 2011

26 desideri


E un altro anno è passato…
e son 26.


Grazie a chi è rimasto e a chi se n’è andato. A chi è tornato e a chi è appena arrivato. A chi resta e a chi no. Chi passa in fretta lasciando il segno e a chi se non fosse passato sarebbe stato meglio. A chi resterà per sempre. A chi lo ha detto ma non l’ha fatto. A chi “addiu buttuna mei, chianciti tutti…”  A chi è e resterà “sculatura di li me cannati!”
E a chi, qualunque cosa faccia, ci ritroveremo alla fine della strada…


Grazie di cuore!


 

lunedì 13 dicembre 2010

Viaggio

Il mio viaggio è iniziato da qui. Sono partita con la speranza nel cuore e una piccola valigia di poche esperienze e molti sogni. Ho camminato su parecchie strade e attraversato parecchi ponti. In alcuni crocevia mi son fermata a riposare e a riflettere, nell'attesa di trovare quello che stavo cercando, anche se non sapevo cosa fosse. Ho avuto discese folli che ho affrontato correndo a braccia aperte e inevitabilmente sono svivolata in fretta schiantandomi al suolo, in altre ho scarpinato pian pianino. E il peso della mia piccola valigia aumentava di volta in volta, con meno sogni ma molte più esperienze. Le salite mi sfiancavano, se correvo arrivavo a metà col fiatone e mi fermavo; se camminavo pian piano ce la facevo ma con troppi sacrifici. Sempre trascinandomi la mia valigia...
Sono caduta molte volte, ho sbucciato le ginocchia, ho ridotto il mio cuore a striscioline sottili sottili e cercato di ricomporlo come meglio potevo, ma certe ferite non si rimarginano mai e a volte basta molto poco per farle ritornare a sanguinare.
Il mio viaggio è finito qui, da dove son partita. Tutto, nel bene o nel male, mi ha riportato alla partenza. Adesso ho una grossa valigia dove le mie esperienze sono inversamente proporzionale ai miei sogni. Non sono triste perchè son tornata qui, perchè il mio viaggio non è stato all'indietro, è stato circolare. Ho fatto il giro e son tornata perchè quello da cui scappi ti segue sempre e perchè in fondo è proprio qui quello che sto cercando. Ma dopotutto, non mi è mai importato molto della destinazione o dell'arrivo, mi son goduta il viaggio, nonostante le salite, il sole a picco di mezzogiorno, le scarpinate sul truciolato. Nonostante le cicatrici. Nonostante il mio scappare da me stessa...
 

sabato 11 settembre 2010

Sproloqui

Una ferita per labbra. Sproloqui su sproloqui. Improvvisamente mi viene in mente Jack di Lost. Non c'entra nulla, forse è il vino che mi spinge verso queste strane associazioni. Ma non ho bevuto. Non abbastanza. Stavolta no, mi mantengo lucida, lucida e imponente. Mi si evita, devo dimagrire penso. Ma non ha senso. Ho cicatrici ancora aperte e stralci di autostima per la via. Ho bisogno di sicurezza. Ho bisogno di ripredere in mano me. Ho bisogno.
Bisogno. Bisogno. Bisogno. Bisogno.
E' da un pò che non mi coccolo, è da un pò che nessuno mi coccola.
Sola.
Triste.
Perduta.
Devo solo smetterla. Si lo so. Ma io ho smesso. Ho smesso di sperare. Ho smesso di aspettare.
Non ci saranno finali felici per noi, non dopo tutto questo, non dopo tutte le umiliazioni, gli insulti, gli attacchi. Stavolta no. Puoi salirmi sopra se ci riesci, ma non uccidermi. Non si può, non lo permetto. Anche se il cuore sanguina, e non ci sono più lacrime. Ma non mi si può trattare così. Non più.
Il tempo è scaduto. Vado via. Ogni possibilità è stata sprecata. Nessuna vendetta, non da me. Ci penserà la madre a vendicare le sue figlie, quando verrà il momento. Quando. Verrà. Il. Momento.
Io resto qui, a raccogliere i cocci di quello che non è più.
Forse un giorno, ci sarà un finale felice anche per me...


Neve
 

domenica 11 aprile 2010

Un libro in un mano...

Viviamo in un epoca dove il dio denaro ha preso il posto a qualunque etica e principio. Tutto ciò è disgustoso! Non bisogna dimenticare, nè voltare la faccia a quello che realmente accade.


Questa è una canzone dei Negrita, che non vedrete mai su mtv o ascolterete nelle radio. Facciamola girare e diamo uno schiaffo morale a chiunque si nasconda dietro a luride ipocrisie.


Io, nel mio schifo generale per il genere umano, lo sto facendo!


 


 





domenica 28 marzo 2010

Ansia da prestazione

Oooochheeeiiii! Lo ammetto. Non mi piace un granchè, odio il fatto di starmene in giro tutto il giorno a suonare campanelli, e sono abbastanza timida da farmi assalire dall'ansia ogni volta che sono davanti a un portone! Per di più il fatto che devo controllare e supervisionare il lavoro degli altri, a parte il fatto che nutre il mio ego da leader, mi mette anche un sacco di ansia da prestazione. Per non parlare del fatto che il mio uomo è un asso in ogni lavoro che fa! E io, in quanto la sua donna, vorrei essere almeno lontanamente alla sua altezza, altro motivo di ansia da prestazione. Poi la mia natura da leader e da prima della classe, anche se prima della classe a scuola non lo sono mai stata, mi obbliga ad essere sempre un tantino più su dagli altri membri della mia squadra, in quanto sono la capogruppo. E anche qui, ansia da prestazione. Ultimamente passo la maggior parte del mio tempo a preoccuparmi di ciò, che è sempre meglio di starmene ad ingrassare sul divano, ma sta aumentando i capelli bianchi sulla mia testa... Motivi stupidi? Certo. Troppa insicurezza? Senza dubbio. Come faccio a sopravvivere? Penso al sogno del mio appartamentino, e a quello di smetterla di preoccuparmi a come arrivare a fine mese... E passa tutto, o quasi. Ma fino a quando non vedrò i primi risultati non smetterò di crogiolarmi nella mia incertezza. Sono quasi penosa, lo so!


E forse anche noiosa, dato che qui non commenta più nessuno!


Sigh!


Non lasciatemi solaaaaa

sabato 27 marzo 2010

Ferma

Tutto tace. Fermo e immobile. Ho l'impressione di essere un minuscolo insetto che si dimena in una pozza d'acqua. Sono già agonizzante ma non mi arrendo e non la smetto di nuotare per salvarmi. Ma l'acqua è immobile, sono io che non so nuotare... La cosa più ovvia da fare sarebbe smettere di agitarsi convulsivamente e cominciare a battere i piedi.
Ma è tutto illusivo ed effimero, non c'è nessuna pozza d'acqua e io non sono un insetto. Non c'è nulla di così terribile. Niente di particolarmente difficoltoso. Tutto intorno a me è estremamente tranquillo, sembra la quiete dopo la tempesta, o forse prima, chissà! Ma dopo tanto tempo di immobilità spesa nell'osservare il mondo correre veloce intorno a me, ora sembra il contrario. E devo riprenderci l'abitudine.
Chissà se riuscirò a portare a termine quello che ho iniziato questa volta...
 

domenica 14 marzo 2010

Una donna completa

Aveva troppe responsabilità. Una carriera florida e un mucchio di soldi che non aveva tempo per spendere. Un marito che la tradiva con la sua migliore amica, e un figlio che la detestava. Era una donna completa dicevano. Ammirata e invidiata, arrivava in ufficio perfettamente a suo agio dentro il completo chanel. E si voltavano a salutarla. Era una bella donna. La gravidanza non aveva intaccato la sua figura, e la sua intelligenza l'aveva portata a capo di una filiale di un importantissima azienda. Era una donna completa dicevano. E aveva un marito che la tradiva e un figlio che la detestava. Ma nessuno sapeva. L'apparenza era tutto nel suo mondo, e la sua reputazione doveva essere inviolabile. Nessuna debolezza, nessuna incertezza. Era forte. Dura. Il suo trucco perfetto su occhi che non potevano piangere. Era una donna completa dicevano. Viveva in una bella casa con giardino. Un cane, e un gatto. Tutto estremamente ordinato, chiaro, pulito. Intaccabile. Era una donna completa dicevano. Incrollabile. Bellissima e dura. Nessuno sapeva che quella notte sarebbe crollata, e con lei tutto il suo mondo, che si teneva su grazie al suo autocontrollo. Nessuno avrebbe saputo aiutarla. Nessuno se ne fece carico.

domenica 31 gennaio 2010

S




AVVERTENZE: Questo post deve essere letto con la colonna sonora adatta. Quindi schiacciate il tastino verde qui sopra. E buona lettura!


 


A volte capitano serate strane. A volte. Ti prendono e ti sbattono in un passato che non sai se dimenticare o idolatrare. Perchè nonostante tutto è grazie a quello che sei stato ciò che sei oggi. Ed è un bene e un male insieme.
E quando succede, non sai se ringraziare o maledire. Perchè stretta nell'oggi, il passato riesce sempre a strapparti una lacrima. Quando certi errori non sembrano più tanto sbagliati, e le cose giuste non più tanto giuste.
Ho passato una serata a riascoltare il mio passato. Raccontabile solo con certe canzoni. E ognuno di esse portava un aneddoto con sè, e addii che troppe volte ho detto...
Mi sono sentita viva.
Avevo il mio presente incerto e complicato, il mio uomo a fianco a me che sicuramente non avrebbe capito, e un sacco di gente tutt'intorno a me, gente che anche se non ci fosse stata sarebbe stato uguale, tanto tu ti senti solo lo stesso... E sono stata bene, perchè quel passato è passato. Perchè l'ho ricordato con un sorriso, e mi piace ricordarlo così. Perchè il dolore, non è più così doloroso dopo anni. E tutto quello che era importante, adesso sono stupidaggini... Perchè mischiare il passato col presente a volte è divertente, anche con i verbi, giusto per vedere che si prova.
Si prova che ora sono una persona diversa, purtroppo e per fortuna...
 


E nonostante tutto, mi piace quello che sono diventata...
Con la mia musica, che nonostante i miei cambiamenti, essa non cambia mai...
E rimane l'unica certezza che mi resta...


Black - Pearl Jam


Il Nero è sempre il Nero

 

Aspettando la Candelora

Aspettando la Candelora, e magari un idea per festeggiarla...
Evochiamo i maschi con le palle... Sono rimasti in pochi oramai...






 


 

venerdì 8 gennaio 2010

Mi viene da pensare...

Ho passato la vita a scappare. Pensavo che più km avessi messo da quello che sono e mi costringono a essere, più sarei stata libera di essere la me stessa che più meglio credo. E invece ho sbagliato tutto. Ho ritrovato gli stessi problemi che avevo lasciato, qui ad aspettarmi. Sono passati gli anni ma certe mentalità non passano mai. E ho la terribile impressione che volente o nolente dovrò farci i conti. E farò piangere qualcuno. Proprio come piangerò io per quello che sono...


Sbagliata