E poi ti prende quell’incessante e dolorosa voglia di scrivere, ma tutte le parole restano incastrate tra le dita che sanguinano inchiostro su carta troppo bianca e pulita in cui non riesci a riconoscerti. Ti perdi fra le righe dimenticando da che parte sorge il sole. Avevo una bussola, dov’è finita? Le parole pesano sul cuore che prepotentemente spingono per venir fuori, ma c’è troppo da dire, troppo da capire, assimilare, sublimare; e allora stai zitta, nel tuo religioso silenzio immobile e sacro, ascolti le tue emozioni prendere forma e sostanza. Ma le parole sono ancora lí. Le dita fremono e tremano di impazienza, qualche parola fugge via e si schianta sulla carta, qualche virgola, dei punti di sospensione, un aggettivo. Ma fanno male. Ogni parola è una ferita ogni frase un affondo. E scrivere non ha mai fatto più male di cosí. Il foglio adesso è sporco, non più bianco, riesco a riconoscermi, mi sono trovata. Ma non sono soddisfatta, c’è ancora tanto da dire, da scrivere, da vomitare fuori… Sono stremata, lentamente mi accascio, forse domani sarà piú semplice. Forse. Forse domani tornerà ad essere naturale come respirare…
domenica 21 agosto 2011
giovedì 14 luglio 2011
Favole
Le favole sono rassicuranti. Quando ti affezioni al protagonista, sai per certo, che nonostante tutte le difficoltà, alla fine vivrà per sempre felice e contento insieme alla sua amata. Non può che essere così. Nella realtà i protagonisti fanno sempre delle brutte fini, o al massino finiscono per vivere patetiche vite precarie e squallide! Io non ho mai creduto nelle favole, ma mi emoziona sempre la capacità dell'essere umano di sognare i lieti fini. Così come mi deprime.
Forse, per una volta, dovremmo smettere di sognare e cominciare a costrure i nostri "e vissero felici e contenti", forse nonostante le difficoltà potremmo farcela.
Ma mi sono sempre chiesta: e dopo? Dopo i "e vissero felici e contenti" cosa c'è? L'unica risposta che mi viene in mente è: la noia.
Forse non sono così ansiosa di raggiungere la mia fine. Forse voglio continuare a destreggiarmi con il cattivo della mia favola. Sono belli i cattivi delle favole, ti danno uno scopo, un motivo. Per vivere, per sognare, per amare. E' solo grazie a loro. Senza i cattivi, le favole non esisterebbero. E ci sarebbe la noia di una vita piatta senza emozioni. Non ci sarebbe la lotta nel raggiungere il proprio obiettivo.
Sono i cattivi che ci fanno crescere. Trovo tutto ciò bellissimo e inquietante.
Ed è per questo che amo le favole che non finiscono. Quelle dove il cattivo non muore mai e può sempre tornare a crear scompiglio. Quelle dove non esiste nessun "e vissero felici e contenti" e dove il "C'era una volta..." è "C'era una volta e c'è ancora". Dove le principesse vengono salvate milioni di volte, e il bacio del vero amore diventa il preliminare di una lotta a due.
No, niente favole classiche per me, grazie! Lasciate un finale aperto, i cattivi sono proprio così simpatici...
martedì 24 maggio 2011
Contorni
Sono fissata con i contorni delle cose, quei piccoli limiti che li delimitano, mi perdo nei dettagli con doviziosa minuzia. Li ripercorro trattenendo il respiro. Portandomi dietro l'ansia degli errori e dei difetti.
Poi li faccio a pezzi. Li sbriciolo così, come un attimo prima, ne conservavo la perfezione. Li riduco a brandelli dentro e fuori. Detesto gli spigoli e ne arrotondo le forme. Portando con me morbidi rilievi.
Non vedo più l'insieme, ma solo dettagli, una massa informe di contorni distrutti, e dimentico da cosa sono partita.
E' la mia vita.
Nell'insieme un inutile massa di contorni accartacciati, dove non si riesce più a capire cosa delimitavano. Senza più limiti. Senza più spigoli.
E ora che ho perso la sua forma originaria, dalla massa di caotica di argilla morbida e rotonda posso delimitare nuovi contorni, angolazioni, forme. Portandomi dietro l'ansia degli errori e dei difetti.
E, mentre tu cercherai di dare un senso a tutto ciò, io avrò già reimpastato tutto, consapevolmente felice di aver ricordato come si fa a lasciar andare.
domenica 17 aprile 2011
26 desideri
E un altro anno è passato…
e son 26.
Grazie a chi è rimasto e a chi se n’è andato. A chi è tornato e a chi è appena arrivato. A chi resta e a chi no. Chi passa in fretta lasciando il segno e a chi se non fosse passato sarebbe stato meglio. A chi resterà per sempre. A chi lo ha detto ma non l’ha fatto. A chi “addiu buttuna mei, chianciti tutti…” A chi è e resterà “sculatura di li me cannati!”
E a chi, qualunque cosa faccia, ci ritroveremo alla fine della strada…
Grazie di cuore!
mercoledì 13 aprile 2011
No words
Avrei tante di quelle cose da dire... ma le parole sono inutili, poche e non darebbero l'idea.
Lascio parlare tutto il resto.
Al momento lascio parlare tutto quello che non sono parole...
Al momento...
La gente è veramente noiosa. Ma questo lo sapevamo già.
Amo la gente che ha qualcosa da comunicare, da dare. Il resto è solo tappezzeria e neanche tanto bella.
mercoledì 30 marzo 2011
Leggendovi
sei uno di quegli incontri che "nutrono" l'anima
La primavera è tornata, e insieme ad essa sono tornate tante cose... La vita che si risveglia è qualcosa di impagabile. Mi sento piena di energia, irrequieta, e stranamente serena. Ho ricominciato ad aver voglia di tutto. Proprio tutto. E la notte non riesco a chiudere occhio per la forte irrequietezza.
Ho ricominciato a leggere le persone. Era da un pò che non vi facevo più caso, che non me ne importava. Ho tenuto tutto e tutti fuori da me.
Ci sono persone che ti leggono dentro, e persone che sono chiare come i fondali bassi di un lago pulito. Si riesce a vedere oltre, e a volte a interagirvi. Ci sono persone che valgono la pena essere conosciute. E il leggervi dentro è piacere ed esaltazione allo stesso tempo. Non c'è solo marcio intorno a me.
E non sono io che vi nutro l'anima, siete voi che mi ridate la vita...