mercoledì 30 marzo 2011

Leggendovi

sei uno di quegli incontri che "nutrono" l'anima


La primavera è tornata, e insieme ad essa sono tornate tante cose... La vita che si risveglia è qualcosa di impagabile. Mi sento piena di energia, irrequieta, e stranamente serena. Ho ricominciato ad aver voglia di tutto. Proprio tutto. E la notte non riesco a chiudere occhio per la forte irrequietezza.
Ho ricominciato a leggere le persone. Era da un pò che non vi facevo più caso, che non me ne importava. Ho tenuto tutto e tutti fuori da me.
Ci sono persone che ti leggono dentro, e persone che sono chiare come i fondali bassi di un lago pulito. Si riesce a vedere oltre, e a volte a interagirvi. Ci sono persone che valgono la pena essere conosciute. E il leggervi dentro è piacere ed esaltazione allo stesso tempo. Non c'è solo marcio intorno a me.
E non sono io che vi nutro l'anima, siete voi che mi ridate la vita...
 

sabato 26 febbraio 2011

Coriandoli

E questa notte è arrivata la rivelazione...
In piena notte, ad un orario assurdo, mentre stavo cercando a tutti costi le braccia di Morfeo; è arrivata.
Uno se ne sta lì, a pensare agli affari suoi, a cercare disperatemente di addormentarsi quando ad un tratto, come un colpo di pistola, arriva, e ti spiazza...


Ho cominciato a ridere. A crepapelle, oh mamma quanto ho riso. Quasi quanto ho pianto. Non riuscivo a fermarmi, a smettere, alle 3 di notte tutti dormono e io nel letto al buio ridevo. Non ci si crede. Come una pazza.
In effetti, ho pensato, da devota alle Nere cosa mi potevo aspettare? E ridevo. Un gran finale con tanto di giochi d'artificio, terremoti, caos e distruzioni. E ridevo. Non potevo che aspettarmi proprio il massacro totale dell'intero esercito. E ridevo. Orgie di demoni. E ridevo. La tabula rasa. E ridevo.


E adesso sono qui, ho smesso di ridere, ma ho capito. Un pezzo di terra da bonificare, con una sorgente d'acqua nello stomaco. Scomposta in mille coriandoli. Volteggio leggera lasciandomi trasportare. Dagli eventi, dalle passioni. Nell'utero. Tutta da rifare daccapo. Tutto da riscrivere.
Perchè è solo dopo che si è morti, che si può rinascere...
 

mercoledì 16 febbraio 2011

40 secondi di niente

 





Muzicons.com


Ho voglia di velocità. Di sentire il vento tra i capelli. Di urlare, danzare, volare. Ho voglia di spogliarmi via tutta la neve e l'immobilità di dosso. Ho voglia di tocchi leggeri sulla pelle, eccitazione e desiderio. Ho voglia di brividi lungo la schiena e lacrime. Ho voglia di piangere di tristezza e bellezza insieme. Di maledire le foglie cadute e dar il benvenuto a nuovi boccioli. Mi sto facendo strada tra la neve, sento la primavera arrivare... Mi sorprende come un regalo inaspettato. Mi prende e m'inebria. E ho voglia di avere voglia. Come una bambina viziata, come una donna incinta. Voglie come tatuaggi scritti addosso, ovunque e dovunque. E di questa droga, io vivo e mi nutro, in attesa di eccitanti voglie che continueranno a sorprendermi. E in questa esaltazione abbandono il passato dietro di me, ed è già dimenticato. E' solo un lontano ricordo...


E la musica...
la musica è tornata...

giovedì 3 febbraio 2011

Ho capito che... #2

Se hai bisogno di fazzoletti, non ne trovi neanche se vai in tutti i supermercati della città.
E no, con la carta igienica non si può!
 

lunedì 17 gennaio 2011

Lago

Non avrebbe mai pensato di poterci restare così male per un numero su un elenco telefonico. Stava ingannando il tempo, mentre aspettava il via per chiudere un maledetto programma e iniziare a fare la chiusura. Di controvoglia e con un terribile mal di testa sbirciava assorta sul nuovo elenco telefonico appena arrivato. Ed eccolo lì... Come un camion che la investisse in pieno, il passato l'ha fatta tremare. Per un attimo tutto il dolore è tornato a galla, più vivo che mai. Un attimo. Un attimo che durò quasi quanto una vita. E in quell'attimo che riaffiorarono antiche domande: perchè? cosa è successo? com'è possibile che sia potuta finire così?... 
E si chiese come fosse possibile che in un secondo di vita si potesse rivivere due anni con emozioni, piaceri e dolori annessi. Che forse non ne fosse ancora fuori? Possibile, si disse. Possibile.
O forse... Forse è la solitudine. O la disillusione. O più semplicemente, ferite ancora aperte.
Forse.
Arrivò il via. Chiuse il programma, si allontanò dalla sua postazione. Fuori faceva freddo, ma niente al confronto di quello che sentiva lei...
Si avviò verso casa sotto una luna col lago.
 

giovedì 30 dicembre 2010

capito che... #1

 


Se, in mezzo al caos e distruzione,
riesci a creare il tuo personale equilibrio,
non ci sarà mai nessuna distruzione che potrà lederti...
 


 


Sii l'albero che si piega ma non si spezza.