sabato 20 settembre 2008

Bentornate farfalle nello stomaco


Baci, carezze, abbracci, coccole infinite su lenzuola roventi. Chi sei? Da dove sei venuto? Sei tu? Si sei tu. E sembri perfetto. Troppo. Sembri adatto. Troppo. Sembri mio. Troppo. Riuscirò a soravvivere sotto il bombardamento dei tuoi baci?

E poi arriva il colpo. Dritto al cuore senza preavviso. Senza protezione. Nessun giubotto anti-proiettile per me. Nessuna cura. Per caso. Come sei arrivato. Come sei rimasto. Come mi hai ferito. E ti scusi. Dici che sono importante. Dici che sono unica. Dici che sono perfetta. Dici. Ma perfetta non lo sono, e dal dolore muoio anche io. E adesso? Che fare? Posso curare le mie ferite tenendoti per mano? Vuoi curarle tu? Posso curarle da sola?

Come posso dirti addio adesso? Come? Tu, arrivato con la pioggia a lavare le incertezze e a portare nuovi sapori. Come?


Vuoi addomesticarmi?

Posso addomesticarti?

Perchè l'essenziale è invisibile agli occhi


 



giovedì 7 agosto 2008

Io. Sono.

Capelli neri perchè nero è tutto il resto. Un sorriso perennemente stampato in faccia perchè non sono una persona che da a vedere che soffre. Sguardo forte per far intendere con chi hanno a che fare. Due ali tatuate per volare sempre più in alto. Un braccialetto creato per proteggersi dalle intemperie. Due gambe che schizzano veloci su strade sconnesse. Un pentacolo per ricordarmi chi sono. Sempre. Unghie laccate perchè in fondo sono donna anche io. Orecchini stravaganti, perchè no, non sono così seria. Un portafogli sempre vuoto perchè non sono attaccata ai soldi. Un mare che mi aspetta, sempre dietro l'angolo. Una borsa sempre piena di cianfrusaglie. Un quaderno segreto che racconta canti proibiti. Un pc perchè sono una persona moderna. Una macchina che sfreccia veloce perchè sono una persona libera. Dei cd che raccontano di me. Libri e fumetti che riempiono la mia fantasia. Un fuoco dentro che arde perchè sono viva...

E...

Io. Voglio.

Io. Prendo.















lunedì 4 agosto 2008

E fu così che ebbe inizio una grande estate...

... di merda!!!!


Gambe in corsa. Veloce. Sicura. Sorridente. Radiosa. Con fare deciso indosso le mie maschere più colorate prima di arrivare. Birra. Birra rossa. Una. Due. Tre. E sorrido. E mi aggiusto la maschera. Chiacchere inutili. Quel tipo è carino. Ma chi è? Bah, chissenefrega!!! Procedo. Gente che conosco. Gente che conoscevo. Ma come si chiama quello? Bah, chissenefrega!!! Toh! Ma guarda chi si rivede!! Quanto tempo!!! Convenzionalmente perfetta!!! Ancora una birra! Offri tu? Ma si meglio!!! Bah, chissenefrega!!! Facciamo un giro? Solita gente. La stanchezza del lavoro comincia a farsi sentire. E domani devo lavorare. Bah, chissenefrega!!! Ancora chiacchere. Ancora pubbliche relazioni. Ancora due coglioni. Va beh, adesso basta, me ne vado... La birra è finita!!!


Resisterò?

Bah, chissenefrega!!!


 



mercoledì 30 luglio 2008

Eh si

Certe donne

Non sono fatte per essere domate...


Pervasa da una fragile realtà. Io che non cercavo, io che non volevo. Io che per adesso sto bene così. Io che finiamo a letto... Il cuore però lo lascio sul comodino. Che non si sa mai. E' fragile, e già rattoppato. Eh no non toccarlo però. No non farlo. Prendi tutto ma lascia quello, non è permesso a nessuno, neanche a te. Neanche a te. Pelle liscia. Abbronzata. Lievemente di tratti spagnoli.  Ma no, non che te lo do il cuore, anzi lo metto nel cassetto. Spero solo di non dimenticarlo lì.


...hanno bisogno di restare libere

finchè non trovano qualcuno di

altrettanto selvaggio

con cui correre...



sabato 14 giugno 2008

E vissero tutti

annoiati e depressi...


Aveva aspettato tanto quel momento... Da sempre. Da quando era bambina. Sposarlo era il suo sogno da sempre. E c'era riuscita. Ma non si aspettava certo che fosse così! Niente più campane. Niente più uccellini. Niente più fiori. La vita era diventata monotona e triste. Con i giorni tutti uguali. Tre pasti al giorno, ricamo e lettura tutti i pomeriggi, tre coiti alla settimana, qualche sporadico e noioso ricevimento. Era stanca. Depressa. Sapeva che ormai avrebbe fatto esplodere la bomba prima o poi. E l'avrebbe fatto.

Aveva bisogno di vita. E se la sarebbe presa. Si sarebbe lanciata in qualcosa di stupido e totalmente incosciente. Una relazione clandestina con un uomo sposato, fare le 4 del mattino bevendo rum in uno di quei postacci in cui le brave mogli non vanno, un bagno di mezzanotte al mare nuda con uno sconosciuto, avrebbe tirato di coca e ballato ubriaca sul bancone di un bar per dimostrare a se stessa che era ancora attraente, ritrovarsi nel bel mezzo di riti orgiastici e godere come suo marito non era riuscito a farla mai, mandare a puttane il suo matrimonio. Avrebbe celebrato la grande madre nelle notti di luna piena nel bosco, correndo nuda per i campi. E non ne avrebbe mai avuto abbastanza. Sempre di più. Sempre di più. Sempre di più.

Ad un tratto l'orologio a cucù la fece sussultare, erano le sette. Era quasi ora di cena. Si alzò dalla sedia a dondolo, depose il ricamo che stava ormai per finire. Abbandonò i suoi pensieri e si diresse a preparare la cena. Suo marito sarebbe tornato a momenti, meglio non farlo aspettare...


giovedì 12 giugno 2008

Noi

Padroni della Notte


Perchè le parole sono troppe e a volte troppo poche. Che non si può spiegare, no non si può. Che la nostra giovinezza è stata una punizione. Epoca sbagliata. A tentare di rifar qualcosa che i nostri genitori prima di noi hanno saputo far meglio. Siamo repliche. Chiacchere di notte, futili, leggere. Con quella finta speranza di poter restare così, splendidi, senza cambiar nulla. Sentirsi giovani e invincibili, che non lo siamo mai stati e non lo saremo mai. Ma crederci, crederci ancora. Che tutto questo non ha importanza, e noi siamo repliche. Repliche che voglio scrivere un finale migliore...


"Forse certe donne

non sono fatte per essere domate

forse hanno bisogno di restare libere

finchè non trovano qualcuno

di altrettanto selvaggio

con cui correre.."


E in questa notte...

Mi manca qualcuno con cui condividere la luna




sabato 17 maggio 2008

Credo che devo capire

Prima di abbandonarmi a un ininterrotto pianto...




Buio. Flash. Buio verde e poi rosso. Sagome oscure, liquide che si muovono. E scompaiono. Ritornano. Mi spaventano e poi scompaiono. Cerchi e triangoli. Triangolando. E poi luce. E poi buio. Un alternarsi severo di forme poco geometriche. Liquidità. Amanti. Morte. Poi tutto torna e poi tutto scompare. Come flashbak in repeat. Cercando mani, piedi. Provando a dare identità a qualcosa che so già cosa è. Chi è. Tagli e ferite che dovrò rimarginare. Devo. Forse posso tornare indietro. Forse no. No non posso. Non voglio. Le marcie indietro non sono consentite. Prendi coraggio e parti alla guerra.





E' finita l'era dove si fugge


In questa vita io affronto