lunedì 2 luglio 2012

Giusto per intenderci

Penso sia necessario ribadire un concetto. 
E lo faccio.
La descrizione di questo blog l'ho scritta anni fa e dall'ora non è mai cambiata, perché tale concetto non è mai svanito.
E' proprio qui a destra, sotto la scritta About Me, ed è chiaro come il sole.
Qui ci sono io e la mia me inventata.
Più chiaro di così si muore.
Non tutto quello che leggete mi riguarda, né riguarda chiunque altro attraversi la mia vita, molto spesso quello che scrivo non c'entra proprio nulla con me, è frutto di riflessioni da tazza del cesso, o più semplicemente da quello che vedo nel mondo. O più semplicemente, invento tutto di sana pianta. Perché mi va, perché mi aiuta, perché questo posto è mio e me lo gestisco come mi pare. Non devo dare spiegazioni, non ne servono.
Quindi è del tutto inutile che venite a sbirciare, cercando di leggere tra le righe qualcosa che semplicemente non c'è! Punto! Del tutto inutile!
Né tanto meno oso dare in pasto al mondo determinate arti o percorsi che decido di intraprendere, o le evoluzioni di esse. Perché ci sono segreti e Segreti, e davvero, potete divertirvi a legare nastrini tutto il giorno, ma se pensate che qui troverete aiuto in quel senso, siete fuori strada, totalmente!
E non nego che la cosa mi diverta alquanto!
Quindi lasciate i vostri complotti fuori da queste pagine, perché qui non c'è nulla che vi possa aiutare, è più sicuro che vi porti fuori strada.
Se poi volete continuare a illudervi, fate pure.
Divertitevi a ricamare su qualcosa che probabilmente non esiste.
Vuolsi, così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare.

sabato 9 giugno 2012

Imparare a pensare

Fin da quando veniamo al mondo, non facciamo altro che imparare. Ci tartassano con insegnamenti di tutti i tipi, inizialmente ci insegnano a parlare, poi a camminare, poi a stare a tavola, l'educazione, le apparenze... Poi andiamo a scuola, e là ci insegnano la matematica, la letteratura, la grammatica, le scienze. E man mano che si cresce gli insegnamenti aumentano... 
Ci dicono che se non abbiamo una cultura non siamo nessuno, che bisogna studiare per diventare qualcuno, per fare un lavoro prestigioso, per guadagnare tanti soldi, per sentirci realizzati. E noi lo facciamo. Studiamo, impariamo. Chi più, chi meno. 
Restiamo chiusi e protetti nei nostri mondi paranoici continuando ad assorbire tutto ciò che ci propinano, perché DOBBIAMO imparare.  Impariamo come automi. Secondo noi sappiamo. Acquisiamo pezzi di carta che certificano che noi sappiamo...  
Riflettendo però, più mi guardo attorno, più vedo che gente che non sa niente. Sa tutto e niente. 
Perché nessuno, o comunque a pochi, viene insegnato a pensare. In effetti non c'è nessuna scuola dove ti insegnano a pensare, e nessuno che ti spieghi come si fa, allora non lo facciamo. Non esiste pezzo di carta che possa certificare che sai pensare, quindi non serve. Perché è ovvio che si fa. Ovvio. 
Io non lo so se so pensare, di certo un giorno mi son svegliata e ho deciso che avevo bisogno di avere un opinione. Non ricordo perché, forse ero stufa di sentirmi dire che qualcosa non si fa e nessuno mi sapeva dire il perché. Si forse è stato così. E' stato allora che ho deciso che DOVEVO avere un opinione, perché avevo bisogno di conoscere i perché, e a mia volta aiutare chi li stava cercando. 
E ho sbagliato. 
La vita è più semplice quando ti affidi a dottrine già preimpostate pronte all'uso. Non è importante il perché o il come. E' così e basta e con ciò la vita è più semplice. Forse se non avessi deciso di dover avere sempre un opinione adesso mi accontenterei di quello che mi capita senza aspirare a voler imparare, a capire, sempre di più. Mi basterebbe quello che ho. E forse sarei felice. Forse. 
Ma non posso. 
Non posso smettere di chiedermi perché, come funziona, o come si fa. Non riesco a smettere di dover cambiare le cose che non mi piacciono in cose migliori. Aspiro ancora a quell'illuminazione divina che risponda a tutte le domande. Per imparare a conoscermi e a conoscere la gente che mi circonda.
Ma non ha importanza. 
Per la maggior parte delle persone, questo non conta. La cosa importante è collezionare pezzi di carta, perché è quello che ti rende COMPETENTE, quello con cui puoi pettinarti l'ego tutto il giorno, e gridare al mondo che tu sei qualcuno. 
Anche se poi, pezzi di carta o no, tolta la maschera, siamo tutti soli e impauriti.

venerdì 1 giugno 2012

Miseria

È quando ti fermi di colpo che tutta la solitudine che t'insegue ti viene addosso...

Ci si riscatterà mai da tutta questa miseria?

giovedì 24 maggio 2012

A volte bisogna muoversi

A volte bisogna muoversi.
A piedi nudi sul bagnasciuga, dopo un pò che si sta fermi immobili, con le onde che fan su e giù, ci si accorge che si sta lentamente sprofondando. Allora bisogna tirar via i piedini, e riprendere la posizione o spostarsi.
Tanto tempo fa viaggiavo molto, e queste pagine sono state solide e fisse sul vecchio e deceduto Splinder, e andava bene così. Poi ho smesso di viaggiare, mi son fermata e ho messo radici; così queste pagine han cominciato a saltare da una piattaforma all'altra.
Non so se mai si fermerà, o prima o poi scomparirà dal web. So solo che, per adesso, bisogna muoversi.

mercoledì 18 aprile 2012

martedì 3 aprile 2012

Si cambia.

Provo una grande pena per me stessa quando, vedo vecchi amici di un tempo un pò stronzi, diventare uomini che amano alla follia, e rendermi conto che probabilmente il mio cinismo non mi permetterà più di provare tale sentimento... Io, che tantissimi eoni fa, ero una romantica... 


"Quando il dolore è più grande, poi non senti più
e per sentirmi vivo, ucciderò... (Afterhours)"


Mi sono fatta davvero così male?