mercoledì 10 marzo 2010

Terremoto

E sentire la terra che trema sotto i piedi. Non più tempeste, veri e propri terremoti. Non saper che fare e non riuscire a smettere di piangere... E c'ho provato ad essere forti per entrambi, lo giuro, ce l'ho messa tutta, ma sembra sempre che non basti mai. E' evidente che lui non ha più voglia di lottare, o forse non mi ama abbastanza... Torna di nuovo il dubbio, quel terribile dubbio di aver sbagliato tutto, di aver scommesso su un cavallo perdente. Di essermi messa in gioco inutilmente, di essermi buttata via, per l'ennesima volta. E non serve implorare, non serve umiliarsi, comincio ad avere il sospetto che voglia vedermi morta... E ci manca poco ormai. Sono stanca e dilaniata. Combatto contro i mulini a vento invano... E ho paura di mollare... Ho paura perchè se mollo tutto so che sarà per sempre, che non potrò mai più perdonarlo, e non potrò mai più tornare indietro... Se lascio la sua mano è finita... E ho paura di me stessa e della mia drasticità...


...e stupidamente continuo ad amarlo più di me stessa...

martedì 9 marzo 2010

Che si fa?

E so che non posso continuare così, come so che senza è peggio...
E allora cosa c'è da fare?
Intanto muoio ogni giorno...

lunedì 8 marzo 2010

Festa delle donne

C'è una cosa che non mi torna...
Riporto da un articolo, perchè mi scoccia riassumere:


Le origini della festa dell'8 Marzo risalgono al lontano 1908, quando, pochi giorni prima di questa data, a New York, le operaie dell'industria tessile Cotton scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, finché l'8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Allo stabilimento venne appiccato il fuoco e le 129 operaie prigioniere all'interno morirono arse dalle fiamme. Successivamente questa data venne proposta come giornata di lotta internazionale, a favore delle donne, da Rosa Luxemburg, proprio in ricordo della tragedia.


Ora, che la festa della donna sia un modo per essa di andarsene in giro in libertà a guardare uomini che si spogliano, o che gli stessi uomini approfittino di questo giorno per guardarci come DONNE e tutto il resto dell'anno come FIGHE, beh, è risaputo. Non voglio fare di tutta l'erba un fascio ma diciamolo, per la maggior parte funziona così. Ma che questa festa, che dovrebbe essere per ricordare, un giorno della memoria appunto, sia diventata una schifosa festa dove quasi nessuno ha la più pallida idea di cosa significhi, mi fa andare in bestia.
Vogliamo un attimo fermarci a pensare quello che, donne come noi, hanno fatto per farci avere quello che abbiamo oggi? Che poi ci sia ancora da lavorare è chiaro. Ma vi rendete conto che qui hanno messo al rogo 129 donne perchè chiedevano di essere trattate come esseri umani? Il rogo poi. Ancora!


Va beh, resterò incazzata tutto il giorno. E il primo che mi fa gli auguri lo sbrano!

domenica 7 marzo 2010

Strada in salita

C'è gente che ha tutto programmato.
Una vita agiata, laurea, il buon partito come futuro marito, lavoro già pronto che aspetta, 2 massimo 3 figli, che si chiameranno rispettivamente Tizio, Caio e Martino; le vacanze.
Un matrimonio da sogno, con l'uomo da sogno (che solitamente significa "con un portafoglio da sogno"), tutto bell'e pronto da invidiare. Tutto già stabilito, organizzato, una strada in discesa ben fornita di segnali stradali.
Ma non si annoiano?
Io non ho un futuro, il mio uomo non è quello che si direbbe un buon partito e non c'è nessun lavoro pronto che mi aspetta. C'è proprio da dire: che sfigata!
Eppure, il non sapere cose c'è dall'altra parte del domani non è poi così terribile. Posso tranquillamente non preoccuparmi di deludere nessuno, posso decidere quale strada imboccare, anche se essa è tetra, in salita e senza segnaletica. Oppure posso fermarmi un attimo a riposare. Sdraiarmi sul ciglio della strada a guardare le nuvole. O posso tornare indietro. Posso correre, o bighellonare. E viaggiare a istinto.


Tanto non c'è nulla di sicuro, nulla che mi aspetta, niente di pronto. Ma solo tutto da costruire...


Una volta invidiavo quella gente con tutto pronto. Mi sembravano splendidi nelle loro vite glitterate deluxe. Poi ho scoperto che odio i glitter. E che preferisco affondare le mani nella nuda terra che camminare su pavimenti luccicanti pieni di tappeti.
Ho scoperto la libertà di scelta.


E ora mi ritrovo con una margherita su cui fare m'ama non m'ama, una lunga strada in salita dove non si vede che l'orizzonte, e un paio di sassi nelle scarpe, e nuvole veloci che corrono sopra il mio cielo.
In fondo, cosa c'è di meglio?
 

sabato 6 marzo 2010

Trischele

Oggi mi sento creativa



La foto non è un granchè perchè l'ho fatta col cellulare. E probabilmente la maggior parte di voi non capirà neanche che cos'è! Ma non ha importanza.
Io sono soddisfatta del risultato!


Ps: E' un ciondolo!
 

venerdì 5 marzo 2010

Post Biologico

Non so s'è perchè sono sicula. O perchè i mandarini me li vado a raccogliere dall'albero marzolino della campagna di mia nonna. O forse perchè il pesce a me arriva fresco, me lo porta papà ancora vivo e senza additivi aggiunti. O magari perchè so che qui le galline non stanno troppo strette, costrette a covare uova tutto il tempo, ma possono tranquillamente comportarsi da galline in allegria. Ma...


A me fa impressione sentir dire mandarini biologici, arance biologiche, frutta e verdura biologica e vattelapesca biologico... Più che biologico, mi fa l'effetto di geneticamente modificato... Non sono abituata a questi termini. Per me l'arancia è solo arancia, il pesce è solo pesce, e la carne è solo carne.
E ammetto che a volte m'infastidisce questa parola, ma mi rendo conto che sono fortunata a non dover chiedere al fruttivendolo delle arance biologiche. E che di questo passo mangiare sano diventerà difficile e sopratutto molto costoso...


E io diventerò ricca inventandomi un ristorante biologico...


Ma perchè ho usato così tanto le arance in questo post?


A me non piacciono le arance!