giovedì 15 novembre 2007

Involontariamente arresa


 


Al suono leggero di corde sbattute. Musica nell'aria. Parole che opprimono. Che soffocano. Pensieri. Tutti i pensieri del mondo nella mia testa. Tu che un pò torni. Un pò vai via. E mi chiedi perchè non ti mangio più... Perchè. Ma non ci sei più, non lo vedi? Non ci sei più. Qui c'è solo musica. Solo parole. E solo pensieri. Nessun vuoto. Nessun dolore. Musica, parole e pensieri. E so di note ancora da scrivere. Ancora da comporre. Ancora da suonare. Tu vieni. E non vedi che ci stai stretto qui? Non vedi che c'è solo posto per la musica. Per le parole. Per i pensieri? Ma ci sei, e farò vibrare di note anche te, stanotte...


 


Debole acido ricordo


 


La senti la musica?


martedì 13 novembre 2007

E' un continuo ripetersi..


 


Un pò più adulti. Un pò più vecchi. Ma è un continuo ripertersi. Flashback in rewind. 

A volte invece di andare avanti, poi, mi sembra di regredire. Di essere tornata a quando avevo 6 anni ed era il mio primo giorno di scuola. Quando proprio non volevo lasciare la mano della mia mamma. Non volevo che se ne andasse. Avevo paura. Volevo tornare a casa con lei, e che non mi lasciasse sola mai più. Con timidezza, a mani giunte, seduta al primo banco o al secondo, che tanto è uguale. E per paura, per timidezza, per imbarazzo, non osavo rivolgere la parola alle mie compagne. Me ne stavo per conto mio, Con quella finta aria di snobbismo che ancora oggi mi contraddistingue... Non è cambiato nulla, da allora! O meglio si. Sono passata, dal tipino timido, alla faccia tosta, dal tranquillo, allo spregiudicato. Alla dura senza cuore. Quella che mai piangeva. Quella che mai crollava. Per poi crollare un mercoledì di Maggio. Adesso mi sento di avere di nuovo 6 anni. Sono al mio primo giorno di scuola. Seduta al secondo banco, con la testa china sui libri. A far finta di pensare a qualcosa, forzata indifferenza. E davvero, vorrei tanto poter voltarmi, e chiaccherare con le mie vicine di banco. Che sia all'università, che nella vita.

A volte non esiste nulla di più complicato di aprire la bocca e parlare...


 


Anche se poi

non so mai cosa dire..


sabato 10 novembre 2007

Credevo che al mio ritorno...


 


Non le avrei ritrovate...


 


Non ho parole. No. Niente da dire. Solo un mezzo sorriso in mezzo alla tempesta. E sono lacrime di gioia. Perchè non mi sento sola no. Solo a volte. E mi cura. E mi nutre. Mi fa stare bene, in mezzo a tutta questa merda. Mi fa stare al caldo in mezzo alla neve. E c'è qualcuno che mi chiama amica. E mi piace. E lo sento. Sento l'amicizia. C'è qualcuno che mi dice che io non posso crollare, perchè sono il suo pilastro. Mi destabilizza. E mi fa stare bene. Perchè da quando Ylenia se n'è andata non era più successo. Qualcuno è venuto con me quando dovevo ma non volevo girare per  Palermo in cerca di lavoro. Qualcuno m'è stato vicino. Senza doverglielo chiedere. Qualcuno, ha mandato qualcun'altro da me, un lunedì sera per non lasciarmi sola... Senza doverglielo chiedere. Io non chiedo. E no. Non ho bisogno di fare la forte. Io sono forte!! E adesso lo sono più che mai... L'unione fa la forza... Ed è vero!! Voglio restare forte così!!! Grazie ragazzi... Sto bene, grazie a voi...


 


e..


 


grazie anche a te, ubriacone pentito...


domenica 4 novembre 2007

Esci dagli schemi mentali


 


Abbandona la naturale visione del mondo


 


Cazzo. Silvana, smetti di pensare che non ce la farai. Smetti di pensare a come cazzo farai a pagare l'affitto. Smetti di pensare a come sia dura tornare sui libri dopo anni di assenza. Smetti di pensare a cosa dovrai mangiare per pranzo. E che odi mangiare da sola. E che non sai cucinare. E che non hai un abat-jour. E che il buio ti fa paura. E che dormire da sola ti fa paura. E che in quella casa c'è troppo silenzio. Ed è tutto troppo bianco. Smetti di sentirti sola, perchè sola non sei. Smetti di aver voglia di piangere ogni volta che ti fermi a pensare. Smetti di sentirti piccola e indifesa. Smetti di sentirti fragile. Smetti di pensare a trovarti un lavoro, subito. Smetti di tormentarti, quando senti tutti i problemi caderti addosso come macigni. Smetti di buttarti giù. Smettila. Smettila. Fermati e pensa che, se guardi bene dalla dritta direzione, quello che fai è grande. E' grande. E da grandi. Che sono in pochi ad avere il coraggio di buttare tutto in aria e ricostruire la propria vita dal nulla. Da un sogno. Che sono in pochi quelli che senza nulla in mano, si lanciano in imprese colossali, per loro. Pensa che forse sei un pò d'ammirare. Pensa che forse sei un pò da rispettare. Pensa che stai diventando adulta da sola. E che sei felice della persona che stai diventando. Che è normale avere paura. E che tutti siamo fragili. E che tutti siamo piccoli. Pensa che adesso sei un'universitaria. E che sei dentro la vita da universitaria. E che hai voluto esserci. E che te la stai vivendo. E che sei viva più che mai. Lo senti il sangue scorrerti dentro? La senti l'adrenalina. La senti la vita?


 


Si


 


La sento


 


Forte più che mai...


 


Paura e Coraggio insieme


sabato 3 novembre 2007

Ore piccole


 


su notti grandi


 


Ho un cerchio alla testa. Forse sono un angelo. Vedete aureole sulla mia testa? Perchè io me le sento. Eppure non penso di meritarmi aureole. Non credo. Ne sono sicura. Peccatori. Chi scaglia la prima pietra? Notti strane. Da tempo non ne passavo così. Mi mancavano. Eppure, non ho fatto nulla. Non abbiamo fatto nulla. Ma si stava bene. E si stava male. Sono stata bene, davvero! Sono stata male. Era da tanto. Da troppo. Eppure sto male. Ma sto bene. Non cambia nulla. Tutto ruota, gira, ma rimane lì. Come un'istantanea in bianco e nero.


 


Se non lo penso


 


forse non succede...


 


Cariatide ubriaca


venerdì 2 novembre 2007

Vago


 


Perdendomi


 


Mi perdo. Poi mi trovo qui, dove mi ero lasciata... E non è cambiato nulla, o forse è cambiato tutto. Ho stelle negli occhi, luci nel cuore e sabbia fra le dita. E il mondo continua a girarmi intorno velocissimo e non mi fa salire. O non mi fa scendere. Punti di vista. Vivo un un continuo crescendo di emozioni. E non posso farne a meno. Mi nutrono. E mi avvelenano. E mi prendono. E mi perdono. Poi cado. Mi sporco. Fango. Putridume. Bugie. Falsità. E lacrime. Che scivolano copiose su guance rigate di nero a causa del trucco disfatto. E mi rialzo. Barcollando. Aggrappandomi. Graffiando e urlando. M'innamoro di albe scomposte da nuvole capricciose. Resto lì, come paralizzata, ad osservare il mio mare incazzato. Farsi nero e schiantarsi sugli scogli. Guardo negli occhi la gente, e immagino cosa possa pensare. Cosa li possa emozionare.Guardo la gente e immagino la loro vita. Se assomigli vagamente alla mia. Se sono come loro anch'io. Guardo la luna. Che puttana si volge a me maliziosa. Chiudo gli occhi e inarco la schiena. Tappandomi la bocca per non gridare. Mordendomi le labbra, fino a farle sanguinare. E godo e piango sulle note di Einaudi. M' innamoro. M'innamoro di visi bellissimi. Di imperfezioni. Di abituali gestualità. Di dita che stringono sigarette. Di mani che parlano. Di labbra che si chiudono. Di acerbe primavere. Di freddi inverni di pioggia e vento. Di vento, gelido e pungente sulla faccia. Nei capelli. Asfalto. Nero. Che a Palermo è più nero l'asfalto. E' più ruvido. Cammino zigzagando le cacche di cani in giro per strada... E guardo le stelle. Mi emozionano ancora. Mi emoziono ancora. Non ho ancora perso la semplicità di sorridere delle piccole cose. Voglio essere semplice. E voglio continuare a osservare. No vedere. No guardare. Voglio osservare. Perchè il mondo forse è bello. E Palermo non deve essere poi così male... E io voglio perdermici...


 


Vado a perdermi... Non cercatemi, non trovatemi...


 


Impressionante cosa riesce a farmi tirare fuori Einaudi...