domenica 4 novembre 2007

Esci dagli schemi mentali


 


Abbandona la naturale visione del mondo


 


Cazzo. Silvana, smetti di pensare che non ce la farai. Smetti di pensare a come cazzo farai a pagare l'affitto. Smetti di pensare a come sia dura tornare sui libri dopo anni di assenza. Smetti di pensare a cosa dovrai mangiare per pranzo. E che odi mangiare da sola. E che non sai cucinare. E che non hai un abat-jour. E che il buio ti fa paura. E che dormire da sola ti fa paura. E che in quella casa c'è troppo silenzio. Ed è tutto troppo bianco. Smetti di sentirti sola, perchè sola non sei. Smetti di aver voglia di piangere ogni volta che ti fermi a pensare. Smetti di sentirti piccola e indifesa. Smetti di sentirti fragile. Smetti di pensare a trovarti un lavoro, subito. Smetti di tormentarti, quando senti tutti i problemi caderti addosso come macigni. Smetti di buttarti giù. Smettila. Smettila. Fermati e pensa che, se guardi bene dalla dritta direzione, quello che fai è grande. E' grande. E da grandi. Che sono in pochi ad avere il coraggio di buttare tutto in aria e ricostruire la propria vita dal nulla. Da un sogno. Che sono in pochi quelli che senza nulla in mano, si lanciano in imprese colossali, per loro. Pensa che forse sei un pò d'ammirare. Pensa che forse sei un pò da rispettare. Pensa che stai diventando adulta da sola. E che sei felice della persona che stai diventando. Che è normale avere paura. E che tutti siamo fragili. E che tutti siamo piccoli. Pensa che adesso sei un'universitaria. E che sei dentro la vita da universitaria. E che hai voluto esserci. E che te la stai vivendo. E che sei viva più che mai. Lo senti il sangue scorrerti dentro? La senti l'adrenalina. La senti la vita?


 


Si


 


La sento


 


Forte più che mai...


 


Paura e Coraggio insieme


sabato 3 novembre 2007

Ore piccole


 


su notti grandi


 


Ho un cerchio alla testa. Forse sono un angelo. Vedete aureole sulla mia testa? Perchè io me le sento. Eppure non penso di meritarmi aureole. Non credo. Ne sono sicura. Peccatori. Chi scaglia la prima pietra? Notti strane. Da tempo non ne passavo così. Mi mancavano. Eppure, non ho fatto nulla. Non abbiamo fatto nulla. Ma si stava bene. E si stava male. Sono stata bene, davvero! Sono stata male. Era da tanto. Da troppo. Eppure sto male. Ma sto bene. Non cambia nulla. Tutto ruota, gira, ma rimane lì. Come un'istantanea in bianco e nero.


 


Se non lo penso


 


forse non succede...


 


Cariatide ubriaca


venerdì 2 novembre 2007

Vago


 


Perdendomi


 


Mi perdo. Poi mi trovo qui, dove mi ero lasciata... E non è cambiato nulla, o forse è cambiato tutto. Ho stelle negli occhi, luci nel cuore e sabbia fra le dita. E il mondo continua a girarmi intorno velocissimo e non mi fa salire. O non mi fa scendere. Punti di vista. Vivo un un continuo crescendo di emozioni. E non posso farne a meno. Mi nutrono. E mi avvelenano. E mi prendono. E mi perdono. Poi cado. Mi sporco. Fango. Putridume. Bugie. Falsità. E lacrime. Che scivolano copiose su guance rigate di nero a causa del trucco disfatto. E mi rialzo. Barcollando. Aggrappandomi. Graffiando e urlando. M'innamoro di albe scomposte da nuvole capricciose. Resto lì, come paralizzata, ad osservare il mio mare incazzato. Farsi nero e schiantarsi sugli scogli. Guardo negli occhi la gente, e immagino cosa possa pensare. Cosa li possa emozionare.Guardo la gente e immagino la loro vita. Se assomigli vagamente alla mia. Se sono come loro anch'io. Guardo la luna. Che puttana si volge a me maliziosa. Chiudo gli occhi e inarco la schiena. Tappandomi la bocca per non gridare. Mordendomi le labbra, fino a farle sanguinare. E godo e piango sulle note di Einaudi. M' innamoro. M'innamoro di visi bellissimi. Di imperfezioni. Di abituali gestualità. Di dita che stringono sigarette. Di mani che parlano. Di labbra che si chiudono. Di acerbe primavere. Di freddi inverni di pioggia e vento. Di vento, gelido e pungente sulla faccia. Nei capelli. Asfalto. Nero. Che a Palermo è più nero l'asfalto. E' più ruvido. Cammino zigzagando le cacche di cani in giro per strada... E guardo le stelle. Mi emozionano ancora. Mi emoziono ancora. Non ho ancora perso la semplicità di sorridere delle piccole cose. Voglio essere semplice. E voglio continuare a osservare. No vedere. No guardare. Voglio osservare. Perchè il mondo forse è bello. E Palermo non deve essere poi così male... E io voglio perdermici...


 


Vado a perdermi... Non cercatemi, non trovatemi...


 


Impressionante cosa riesce a farmi tirare fuori Einaudi...


lunedì 29 ottobre 2007

Vuoti a perdere


 


L'asfalto è più nero a Palermo. Strade dritte e pesanti. Scirocco. 21 gradi. Ma  fa freddo. Troppo freddo. Città ostile e cattiva. Cammino spedita. Occhi sull'asfalto. Non so dove andare. Non so cosa fare. Silenzi. Solitudine. Prendo il cell. Chiamo voci amiche. Nessuna risposta. Nessun segnale. Inutilità di vivere. Sogni vuoti riempiono notti solitarie. Non sono abituata a dormire da sola. Non voglio dormire da sola. Mai più. Troppi silenzi. Silenzio. Sempre. Di giorno. Di notte. Infiniti silenzi. Riempiti dalle mie dita che battono sulla tastiera. Qui è tutto troppo bianco...


 


Ho bisogno di qualcosa di sporco. Di sudicio.


 


Voglio sporcarmi


 


Cercando di riempire qualcosa che forse


 


vuoto non è...


 


...è bianco...


venerdì 26 ottobre 2007

Ho perso il gusto... non ha sapore...


 


Con i tuoi comodi


 


Silenzio. Fuori e dentro. Non so che dire. Non so che fare. Solo silenzio. Ho spento l'interruttore delle emozioni. Off. Non provo più nulla. Niente. Solo indifferenza. Un cuore malato che ha avuto troppi colpi. Adesso basta. Non ci sei più. Sto facendo in modo che tu non ci sia più. Troppi pensieri. Troppi problemi. Tu sei di troppo. Il mio volerti bene è di troppo. Il mio aspettarti e sperare che per te sia lo stesso. Mò basta. Magari fuori c'è già qualcuno che m'aspetta. Magari. Magari dopo sarò più felice. Magari. Chi lo sa. Ho un cuore malato che ha avuto troppi colpi. Tu sei di troppo. Pelle di ebano.


 


Tanto so già che


 


ti accorgerai dell'importanza di quello che avevi


 


dopo che l'avrai perso...


 


A me è successo così...


 


Off


sabato 20 ottobre 2007

Una volta


 


volevo essere come LORO...


 


Poi cos'è successo?


 


Perchè passo tutta la settimana a evitare certa gente, per poi ritrovarmi il fine settimana, a servire schifosi intrugli altamente alcolici agli stessi? Cammino a passo svelto per Viale delle Scienze, non vedo nessuno, non voglio vedere nessuno. Ho altro da fare. Ho altro a cui pensare. Poi arriva il weekend. E sono lì. A bere e a fumare. Tanto è papà che paga. Fasciati da bei vestiti e di sorrisi smaglianti. Si dimenano fra una conversazione vagamente intellettuale e un rum e cola. Poi vomitano nel buio. O in un cesso che sarò io a pulire. E' uguale. Tanto è papà che paga. Una volta, volevo essere come LORO. Poi cos'è successo? Cos'è cambiato? Non so. Davvero. Non lo so. Forse, l'orgoglio dei miei. La soddisfazione di riuscire da sola senza l'aiuto di nessuno. Il fatto di poter fare tutto quello che mi pare, solo perchè sono io a decidere cosa fare e cosa disfare. Forse. Può darsi. Non so. Davvero. Non lo so. Ma va bene così. Io sto bene. Sono una roccia. Niente paranoie inutile. Niente noia. Niente apatia. I miei problemi sono altri. E mi piacciono. Me li tengo così come sono. Io non sono come LORO. Io non sono come gli altri. Sono diversa. Differente. E va bene così. Va benone. Non paragonatemi. Non schematizzatemi. Io sono diversa.


 


Io non sono CLASSIFICABILE


 


Overdose di Autostima: mode on


 


Ogni tanto ci vuole...


domenica 14 ottobre 2007

Modalità basso consumo: Mode On


 


Sono da tempo finiti la beata giovinezza


 


del non aver pensieri...


 


Silvana, ma tu lavori sempre?


 


Cazzo di domanda è? Certo che lavoro. Mica campo d'aria io. Mica li stampo i soldi. Certo che lavoro. Certo che lavoro SEMPRE. E adesso come non mai. Adesso che ho l'università. Adesso che devo trasferirmi. Adesso che ho un affitto da pagare!!!


 


Ho SERIAMENTE bisogno di una vacanza!!!


 


Paura. Paura addosso come cotre unta su pelle. E la lavo ma non va via. Si nutre dei miei sforzi. Si sazia di sofferti cedimenti. Mi morde e mi tormenta. Paura di non farcela. Paura di ennesimi fallimenti. E davvero a volte avrei voglia di mandare tutto e tutti a quel paese, lontano da me. Davvero, poi, anche le mie piccole felicità si trasformano in pesante fardello!! Davvero, a volte, vorrei staccare la spina..


 


Ma io non tremo...


 


Sono forte io...


 


Solo bellissimi cambiamenti per me...