sabato 13 maggio 2006

Perchè? Perchè sono nata con questa testa? Perchè sono nata con questa mentalità? Perchè sono nata in questa città che non capisce? Che non comprende. Che non ascolta. La gente non mi ascolta. Senza arte nè parte. Senza talenti. Senza ispirazioni. Non so fare nulla. Niente che mi permetta di avere qualcosa di mio. Che mi salvi. Che mi innalzi. E non ditemi che so scrivere. Perchè IO NON SO SCRIVERE. Non ci vuole molto a mettere una parola dietro laltra. Non ci vuole molto a formare frasi. No. Le parole non hanno colori, non hanno suoni che vibrano nellaria. Sono sporcizia. Strisce dinchiostro su carta bianca, pura, vuota. Non sono niente. Non ci vuole niente a sporcare pagine dinchiostro. No. NON SONO UNA SCRITTRICE. Se lo fossi non sarei qui a crogiolarmi inutilmente. Avrei pubblicato qualcosa. Avrei finito tutte quelle storie inconcluse. Avrei il nome su una copertina. E la gente mi amerebbe. NON SONO NIENTE. Larte mi circonda ma non la so creare. Il mondo mi circonda ma non riesco a farne parte. Vivo con linsaziabile voglia di concludere qualcosa che non ho mai iniziato. Forse dovrei arrendermi. Reprimere tutto. Adeguarmi a una vita che mi sta stretta. Trovarmi un lavoro insoddisfacente e mal pagato, un ragazzo scialbo e prepotente che mi picchia quando tento di ragionare e con lunico divertimento, uscire il fine settimana per andare al solito pub, ad alcolizzarmi e parlare di superficialità con sottofondo musica scadente. Con lunico futuro possibile di moglie insoddisfatta e infelice, e madre severa e stressata. Ma come si può vivere così? Come? Insegnatemelo. Perchè io non ci riesco. Uccidetemi dentro. Non si può vivere così! Devo andarmene da qua. Devo!


.+. Creato da Fefa89 .+.

venerdì 12 maggio 2006

Il problema non è mantenere la mia promessa. No. Quello non è un problema. Il problema non è il viaggio. Ho con me i miei libri e la mia musica. Il problema non sei tu. Vederti sarebbe bellissimo. Il problema non sono i soldi, li trovo. Il problema non è la lontananza da casa. Non sento mai la mancanza di casa, andarmene da qua è quello che voglio.  Il problema è partire...  con la paura di non voler più tornare.  


Created by DjAlemario

martedì 9 maggio 2006

Ho semplicemente desiderato che il tuo ricordo mi sfiorasse. E lho abbracciato. Perchè mi mancavi. Perchè ti pensavo. Perchè volevo assolutamente vederti. Parlarti. E restare a ridere senza motivo. Senza un perchè. Volevo camminare. Con te. E parlare di nulla. Volevo riassaporare la tua timidezza. La tua tenerezza. Tenendoci per mano. Guardare con fiducia al futuro. E non aver più paura. Volevo rivivere quel momento. Volevo setire lodore del tuo ricordo. Assaporarne ogni sfumatura. Leccare gli angoli smossati. E tornare indietro solo un momento. Uno. Per poter toccarti ancora una volta. Per convincermi che sei reale. Che non ho sognato. Che tu esisti.


E poi tornare al presente. Tornare alla mia vita. Tornare alle mie paure. E riempirle con le carezze della tua amicizia. Con la tua timidezza che rende timida anche me. Col tuo essere in imbarazzo che imbarazza anche me. Con la tua scarsa autostima che distrugge anche la mia. Perchè tu riesci a essere mille volte migliore di me. Nella tua semplicità. Nel tuo silenzio. Nella tua immensità. Promesse.





domenica 7 maggio 2006

Cercandomi. Nelle parole, nelle espressioni, nei graffi della pelle. E non trovandomi. Dove sono finita? Ogni tanto mi perdo. Ogni tanto mi nascondo. Ogni tanto non mi trovo... La me stessa più fragile fugge sempre via, va a nascondersi sotto il letto, in posizione fetale e le mani sulle orecchie, gli occhi chiusi. Stretti. E non vuole vedere. Non vuole sentire. Non gli importa. Non più. Ma oggi non cè. Non la trovo. Non mi trovo. Dove sei? Dove sono? Forse se nè andata. Forse si è dissolta. Mi sono sbiadita strada facendo. Mi sono strappata. E mi cerco. Nelle parole, nelle tue parole, nelle mie parole. Nelle espressioni più comuni. Nei doppi sensi. Nelle contraddizioni. Ma non ci sono. Non ci sono mai stata. 


sabato 6 maggio 2006

Niente. Fatta di niente. Fra le mie mani niente. Niente sogni. Niente possibilità. Niente di concreto su cui appoggiarmi. Solo con la misera speranza di una lavoro che mi porterà via da qui unaltra estate. Solo la speranza di vedere persone lontane. La speranza che forse qualcosa cambi. Dentro di me. O della mia vita. Non so. Il triste ricordo di gente scomparsa, di gente perduta, di gente lontana. Di vita vissuta inutilmente, e mai a pieno. Qualcosa di astratto. Qualcosa di impercettibile. Niente. Tutto è niente. Non sto costruendo niente. Non sto progettando niente. Niente. Vivo passivamente. Passivamente attiva. Felicemente triste. In una vita fatta di niente. Abbracciando disperatamente quelle quattro certezze. Certezze che poi sanno di niente.


Stupida bambina


Nessun cavaliere su un cavallo bianco dalle espressioni forbite e larmatura lucente. I cavalli sono passati di moda, e le armature non luccicano più. I sorrisi costano troppo. e lamore non esiste. Tutto è niente. Mi accorgo solo adesso che la mia corazza sta sciogliendosi via. Ho alzato troppo le barriere. adesso mi ritrovo chiusa in solitudine dentro le mure che ho costruito con troppa fatica. Come al solito. Non è servito a niente. Continuando ad aggrapparmi a niente. Continuando a respingere tutto per ritrovarmi con niente.


giovedì 4 maggio 2006

E te ne sei andato. Finalmente. Dopo due settimane. Hai smesso di startene la sdraiato, su quel letto, con tutte quelle macchine. Ad attirare lo sguardo dei curiosi. Di ascoltarli ridere dal corridoio. E adesso ti diverti da lassù a vederli tutti affranti dal dolore. Occhi rossi e gonfi di lacrime. Mani tremanti. E teatrali singhiozzi. Che attori. E tu. Lì. A spaventare chi ti guarda. Dallarea apparentemente tranquilla. Dallaria stufa e annoiata. Ne hai ancora per poco, nonno. Tra poche ore, potrai tranquillamente imputridire nella tua bara. Riposare tranquillo. E fottertene di tutti noi.


Comè fredda la tua fronte sotto le mie


labbra rosse di fragole e sangue


martedì 2 maggio 2006

E riavvolgermi del ricordo di te. Di voi. Di chi ha avuto rispetto della mia anima, di chi no. Di chi ha voluto abbracciarmi, di chi è bastato solo lo sguardo. Di chi mi è entrato dentro senza passare dal mio corpo. Di chi, invece, lo ha preteso. Di chi ha avuto rispetto del mio immaturo imbarazzo. E di chi non gliene è importato niente. Di chi mi ha visto piangere. Di chi non ha voluto vedere. Di chi mi ha lasciato andare. Di chi si è aggrappato alle miei ali. Di chi mi ha perso. Di chi mi ha trovata. Di chi ha preso solo la scorza e buttato via il resto.  Di chi mi ha graffiato la pelle. Di chi ho graffiato la pelle. Di chi è riuscito a sfiorarmi lanima. Di chi voleva sposarmi. Di chi mi ha costretta in ginocchio. Di chi mi ha capita, di chi ci ha provato, di chi non capirà mai. Di chi ha preteso tutto. Di chi non ha preteso nulla. Di chi mi aspetta, e di chi mi aspetterà per sempre.  Di chi mi ha strappato una promessa. E riassaporare il ricordo delle persone che ho amato. Che amo. Perchè ognuna di loro è speciale. E diversa. Perchè ognuna di loro è riuscita ad entrarmi dentro, in modi diversi. Ognuna di loro mi ha insegnato cose diverse, giuste o sbagliate. Buone o cattive. E ritrovarti nel mio ricordo... Ricordi che profumano di passato. Ricordi che sanno di te.


E manterrò la mia promessa. Perchè si. Perchè voglio farlo. Perchè adesso è una nuova sfida. Perchè devo raccontarti la mia vita. Tutta tutta. Ricordi? Perchè devi farlo anche tu. Perchè siamo cambiati. Tanto. E io sto ancora cambiando. Ho troppa paura. Chiusa nella mia crisalide. Aspetto di diventare farfalla. Spero che il mio cambiare non mi allontani troppo dal tuo cambiare. Non voglio perdere anche te.



nuna